Una splendida terracotta invetriata robbiana, policroma, assegnata precisamente a Giovanni della Robbia (1469-1529 circa) da uno specialista come Giancarlo Gentilini, viene a sorpresa ad arricchire nel Museo Ideale Leonardo Da Vinci la mostra “Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda”, prorogata fino al 6 gennaio 2010.
È lo stemma della famiglia del Giocondo, misura cm 38x34, e per tradizione proviene dal convento di Sant’Orsola in Firenze, dove morì e fu sepolta nel 1542 Monna Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, di cui Leonardo dipinse sicuramente l’effigie della testa prima dell’autunno 1503 e che, per consuetudine (sebbene controversa), viene identificata nella “Gioconda” del Louvre.
L’opera appartiene al collezionista e antiquario Alberto Bruschi.
Proseguono le indagini sul “mistero” delle “Gioconde nude”, ora esemplificato in mostra con la versione appartenuta al cardinale Fesch, zio di Napoleone (attribuita a Leonardo quando era in collezione Rospigliosi ), con la versione Kaupe (una tra quelle su cui Pier Paolo Pasolini voleva fare la sua tesi in storia dell’arte con Roberto Longhi), con due antiche incisioni…
A causa delle nuove scoperte di opere e documenti, e dell’acquisizione di una sempre più ampia iconografia contemporanea, sono ancora in preparazione le pubblicazioni del catalogo e della guida ai luoghi della Gioconda, a cura di Agnese Sabato e di Alessandro Vezzosi.
Dopo il riconoscimento internazionale come “nuovo” capolavoro di Leonardo, il “Profilo della Bella Principessa”, pubblicato per la prima volta da Alessandro Vezzosi, andrà in mostra a Göteborg con altri autografi di Leonardo, Michelangelo e Raffaello.
È rimbalzata da Londra in tutto il mondo la clamorosa conferma dell’autografia di Leonardo della “Bella Principessa” che per la prima volta è stata pubblicata come “Profilo nuziale di giovane dama”, opera inedita di Leonardo, da Alessandro Vezzosi , nel suo libro “Leonardo infinito” (Edizioni Scripta Maneant, luglio 2008). Il direttore del Museo Ideale di Vinci ha assegnato la pergamena a Leonardo in base a un procedimento di analisi critica per evidenze, per esclusione e per confronto, basato su considerazioni storico-artistiche, tecniche ed estetiche, stilistiche e iconografiche, alle quali si sono aggiunti i risultati (di conferme e compatibilità) delle indagini scientifiche.
Grandi studiosi e specialisti di Leonardo (come Martin Kemp e, pur con tutte le cautele, Carlo Pedretti ), l’hanno definita la più rara e significativa scoperta degli ultimi cento anni dopo quella della “Dama con l’ermellino”, agli inizi del Novecento.
Fra i primi studiosi di chiara fama e di varie competenze a riconoscerla come opera di Leonardo sono stati Mina Gregori (professore emerito all’ Università di Firenze , presidente della Fondazione Longhi) e Nicholas Turner (già curatore dei disegni nel Getty Museum di Los Angeles e nel British Museum).
Questo “nuovo” Leonardo sarà esposto per la prima volta nell’Eriksbergshallen di Göteborg dal 20 marzo al 15 agosto 2010, in una grande mostra intitolata “The Masters of the Renaissance” dedicata a Leonardo, Michelangelo e Raffaello, a cura di Francesco Buranelli (già direttore dei Musei Vaticani) e di Alessandro Vezzosi ( il direttore del Museo Ideale di Vinci farà il punto sulla scoperta in occasione della prossima conferenza stampa di presentazione della mostra, il 29 ottobre nella città svedese).