Siena: Voci dal Trecento animano Fontebranda

by nfondelli 30 settembre 2009 09.27
Dal 3 ottobre a Siena ci sarà un motivo in più per visitare Fontebranda, una delle più importanti e famose fonti della città.

Sotto le sue volte infatti sarà possibile sentire le voci dei senesi che passavano di lì una mattina del giugno del 1339. Un modo nuovo e sicuramente coinvolgente di scoprire il medioevo utilizzando un luogo di per sé evocativo, a cui suoni e dialoghi, danno nuovi contenuti.

L'inaugurazione di “Fontebranda la fonte che parla” avrà luogo il 3 ottobre alle ore 18 con una cerimonia seguita da un brindisi augurale organizzato dalla Contrada dell'Oca. L’iniziativa è stata inserita all’interno delle celebrazioni dei settecento anni del Costituto “La città del Sì” ma rimarrà in modo permanente per arricchire l'offerta turistica senese e soprattutto quella del rione di Santa Caterina.

“I tecnici del turismo lo chiamano “multicentrismo”, è la creazione o il potenziamento di destinazioni turistiche periferiche rispetto alla zona più affollata dai visitatori - spiega l'assessore al turismo del Comune di Siena Donatella Cinelli Colombini - serve a ridurre l'impatto del turismo sulla vita dei residenti e a rivitalizzare le aree della città che poco beneficiano dei consumi turistici”.

Le prime realizzazioni del “multicentrismo” voluto dal Comune di Siena sono stati l'Orto medioevale nella Valle di porta Giustizia e la valorizzazione di Camollia, primo tratto urbano della Via Francigena, entrambi del 2009.

Il progetto “Fontebrada la fonte che parla” è iniziato con la realizzazione del video di animazione (a cura di da Enarmonia Srl di Torino) che, dal 3 ottobre, sarà visibile su uno schermo sul muro esterno di Sienartefice, davanti a Fontebranda. Il filmato ripropone gli stessi dialoghi udibili nella fonte, collegandoli a personaggi tratti dall'affresco del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti.  L'animazione e i due pannelli esplicativi aiutano  a comprendere i dialoghi trecenteschi che per l'orecchio dei “non senesi” risultano particolarmente difficili.
Video e testo sonoro riguardano tre gruppi di personaggi, nel primo Agnese saluta le amiche mentre lascia Siena per sposare un ricco signore molto più vecchio di lei, poi arrivano due dottori che si lamentano per il cattivo odore che deriva dal bestiame e dei laboratori di concia delle pelli, infine è il momento di Ser Guccio, che vuole andare a caccia per dimenticare Agnese ma per la strada fa un incontro galante. Frammenti di una vita quotidiana medioevale che ha richiesto il lavoro di un gruppo di tecnici e studiosi – Duccio Balestracci, Laura Vigni e Filippo Pozzi – per ricostruire con assoluta fedeltà storica ma con un pizzico di ironia il sogno gotico senese. Persino la Ballata I’ vo’ bene  (del XIV secolo) cantata da Valeria Indice e le voci dei personaggi, tutte rigorosamente senesi, e i suoni, hanno comportato un attentissimo lavoro preparatorio. L'effetto di verosimiglianza, sotto le fonti, è ottenuto tramite la tecnica surround per cui i visitatori hanno l'impressione che i personaggi si avvicinino e poi si allontanino. L'importanza storica e architettonica di Fontebranda ha richiesto moltissimo tempo e particolari cautele per cui l'apparecchiatura dei suoni ha visto impegnati la Soprintendenza, gli architetti del Comune di Siena oltre a un rilevante numero di tecnici.

“Fontebranda la fonte che parla” è un esempio di nuova proposta turistica costruita sommando la forza evocativa dei luoghi storici e l'elettronica. Qualcosa che va incontro alle esigenze dei nuovi turisti sempre a caccia di esperienze vere e partecipate che trasformano il viaggio in un momento di arricchimento.
Per maggiori informazioni: Ufficio Turismo Comune di Siena, 0577 292128 assturismo@comune.siena.it
 
Fontebranda, una delle più celebri e antiche fonti di Siena, ha costituito per molti secoli il centro propulsore di tutte le attività produttive di questa zona della città e, in particolare, di quelle legate all’Arte della Lana. Era uno dei principali snodi dell’acquedotto medievale senese, i bottini, che attraverso i suggestivi percorsi sotterranei, hanno rifornito la città fino agli inizi del secolo scorso.

Fu costruita nel 1193 in sostituzione di una fonte precedente, come testimonia l’iscrizione ancora conservata nella parte di fondo del bacino centrale, mentre la copertura della volta fu realizzata nel 1246. Tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo vennero inoltre aggiunte le arcate laterali. La fonte era composta da tre vasche: la prima  serviva per attingere l’acqua per bere, la seconda, alimentata dalla prima per mezzo del “trabocco”, per abbeverare gli animali domestici, la terza, ancora più in basso, veniva utilizzata come lavatoio. Le acque di rifiuto venivano infine sfruttate per altri usi: alimentare i mulini, le concerie e le tintorie.
 
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