
L'autoritratto di
Pedro Cano entra a far parte della collezione dei
ritratti d'artista della
Galleria degli Uffizi in parte esposta nel
Corridoio Vasariano. La cerimonia di donazione al museo fiorentino si è svolta giovedì 17 luglio alle ore 11.00 presso la
Chiesa di San Pier
Scheraggio, dove l'artista ha consegnato l'opera agli Uffizi.
Si
consolida ulteriormente il legame di Pedro Cano con la città, dal
momento che entra con il suo autoritratto a far parte della preziosa
collezione conservata alla Galleria con oltre 1600 ritratti dal tempo
dei Medici ai giorni nostri.
L'artista spagnolo, ha inaugurato lo
scorso 19 giugno, alla Sala d'Arme di Palazzo Vecchio la mostra
"IDENTITA' IN TRANSITO", in esposizione fino al 2 agosto. Organizzata
dall'Associazione Kromata e dalla Galleria Falteri, la nuova mostra di
Pedro Cano, realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, si
offre come un corpus unico di persone senza volto, idea nata in sette
anni di lavoro dalle immagini dei primi sbarchi dei clandestini sulle
coste italiane, 20 oli di grande formato (m. 2x1.20) e 30 tecniche
miste su carta (cm 40x40) oltre a 10 opere visibili come appendice
della mostra presso la Galleria Falteri.
"L'arrivo dell'autoritratto
di Pedro Cano – dichiara il Soprintendente
Cristina Acidini - alla
collezione degli Uffizi vi fa risuonare la nota sobria e preziosa della
sua pittura, come sempre severa e magnifica insieme. Il suo volto
dall'occhio vivido,corrucciato nel cipiglio che gli conosciamo, è di
quelli che non si dimenticano.
"Pedro – dice
Antonio Natali,
Direttore degli Uffizi - con le Città invisibili (epifanie dei luoghi
di Calvino esposte nel 2005 nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio) e
Identità in transito (ritratti di coloro che nelle 'città invisibili'
potrebbero essere nati, ora esposte nella stessa Sala d'Arme proprio in
questi giorni) dipinge un dittico di sé. Lui, nomade di paesi e di
stagioni.
L'Autoritratto donato agli Uffizi propone un'immagine
frontale dell'artista. Ma le sue sembianze potrebbero misteriosamente
esser cavate dagli uomini esibiti a Palazzo Vecchio: figure di cui non
sarà l'identità anagrafica il lato da indagare, bensì la ragione che
n'ha determinato una ripresa di spalle e quel loro quieto allontanarsi.
Ci si dovrà infatti chiedere se siano attori che alludono a un'umanità
esiliata dalla miseria e che nel viaggio intrapreso verso lidi
stranieri ha perso la propria identità (come Pedro, col titolo scelto
per la serie, intende ribadire) o se non siano piuttosto gl'interpreti
d'un dramma che l'artista ha messo in scena per raccontare se stesso".
"L'estate
ha prodotto un nuovo arrivo agli Uffizi, l'autoritratto dell'artista
spagnolo Pedro Cano" - ha dichiarato Giovanna Giusti, Direttore del
Dipartimento dell'arte contemporanea degli Uffizi. L'espansione del
quadro in orizzontale impegna uno spazio svuotato che accompagna un
volto seriamente inquisitorio. Guarda cupo oltre il visibile,
l'artista, che pare interessarsi non certo a fisiche evidenze, ma ad un
bilanciamento – nel volto dimezzato - tra presente e futuro, oppure
passato chissà, mentre l'accecante biancore di una camicia-anima fa da
contrasto al tono monocromatico dell'insieme".
Pedro Cano è nato
nel 1944 a Blanca, una piccola cittadina della provincia spagnola di
Murcia e ha iniziato a dipingere a 10 anni come autodidatta. Ha
studiato all'Accademia San Fernando di Madrid e all'Accademia delle
Belle Arti spagnola di Roma. Ha vissuto in Spagna, America Latina e
Stati Uniti, ma risiede ad Anguillara, una piccola cittadina a 30
chilometri da Roma di cui è stato nominato cittadino onorario. Ha
esposto in tutto il mondo, curando anche le scenografie di alcuni
allestimenti teatrali come "Le Memorie di Adriano" di M.Yourcenar con
la regia di Maurizio Scaparro. E' membro dell'Accademia Real di Belle
Arti di Santa Maria Arrixaca ed e' stato insignito dal re Juan Carlos
dell'Encomienda de l'Orden de Isabella Cattolica.