Il Museo Marino Marini di Firenze inaugura venerdì 30 gennaio 2009 après coup, una mostra personale di Emanuele Becheri (Prato,1973), a cura di Simone Menegoi.
L’artista espone alcune opere inedite, per la maggior parte realizzate per l’occasione e calibrate sugli spazi del museo: un lavoro su carta, una serie di fotografie, alcuni oggetti combusti e un’installazione sonora collocata nella grande cripta sotterranea.
La disciplina di riferimento di Emanuele Becheri è il disegno. Tuttavia, dopo aver realizzato negli anni scorsi un corpus consistente di opere su carta, nelle mostre più recenti ha presentato sculture, video e opere sonore: creazioni in cui il disegno si ripresenta come concetto astratto, come metafora, al limite come paradosso.
Nel passaggio da un medium all’altro l’artista mantiene comunque immutate alcune linee-guida, prima fra tutte l’idea di creare le proprie opere grazie a processi dotati di una logica autonoma, controllabile solo in parte.
Uno di questi processi è la combustione. L’artista esporrà al Museo alcuni oggetti carbonizzati, neri e fragili come se fossero stati tracciati a carboncino su un foglio. Opere in cui il disegno si fa tridimensionale, e la sua esecuzione è lasciata al fuoco.
Il fuoco, attraverso le sue conseguenze, è protagonista anche di altre due opere in mostra, una installazione sonora e un ciclo di fotografie. Entrambe fanno riferimento all’installazione video Time out of joint, presentata nella mostra da poco conclusa al Padiglione d’arte contemporanea di Ferrara: tre proiezioni in cui altrettanti accendini, incendiati dalla loro stessa fiamma, crepitano, esplodono, si consumano e vengono inghiottiti di nuovo dal buio che li circonda.
Il repertorio di rumori prodotti dalla combustione viene proposto al Marino Marini come opera a se stante. Registrati su alcuni vinili di durata diversa, suonati contemporaneamente, i rumori danno vita a un tessuto stratificato e complesso, che non si ripete mai identico.
Le fotografie, dall’ambientazione notturna e dalla sottile atmosfera noir, mostrano invece i resti di accendini abbandonati sull’asfalto.
Conclude idealmente après coup, un’opera realizzata in precedenza, appartenente alla serie Rilasci: un grande foglio di carta in cui un segno tracciato dall’artista, minimo e quasi impercettibile, dialoga con le pieghe casuali ottenute accartocciando il foglio stesso.
Il lentissimo (e idealmente mai concluso) dispiegarsi del foglio sotto l’effetto della gravità e lo scricchiolio che produce, talmente debole da essere puramente virtuale, contengono già in sintesi gli elementi che sono protagonisti della mostra fiorentina: il tempo e il suono.
Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo accompagnato da un vinile.
La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio.
Informazioni: Museo Marino Marini
Firenze, Piazza San Pancrazio - tel. 055.219432
e-mail: info@museomarinomarini.it
Orario di apertura: dalle 10 alle 17, esclusi la domenica e il martedì.