Alla Specola una scultura di Maya Portner

by fdelbimbo 5 gennaio 2009 10.10
Maya Portner svolge la sua attività di artista ed insegnante a Honolulu, Hawaii. Si è laureata nel 2000 alla Washington University School of Art in scultura, ed ha ottenuto il Master di Belle Arti nel 2006 presso l’University of Hawaii a Manoa, USA. Maya Portner ha studiato alla Haystack Mountain School of Craft, nel Maine, USA nel 2003 e 2006, al Centro Linguistico Italiano Dante Alighieri e all’ Università di Firenze nel 2004. Recentemente ha preso parte con altri 24 artisti internazionali alla Holland Paper Biennial 2008 a Rijswijk, Olanda.
Nella primavera del 2004, Maya Portner ha frequentato la Sezione di Zoologia “La Specola” del Museo di Storia Naturale di Firenze per studiare la collezione ceroplastica. Come tanti artisti prima di lei, Maya vede le cere come capolavori di scultura che ispirano a creare opere evocanti la sensazione misteriosa del guardare dentro al proprio corpo.
‘Lo Spellato’ e stato la vera fonte di ispirazione per “Anatomize.” Per imitare il carattere materiale dello Spellato, l’artista ha sviluppato un metodo per tagliare la carta fatta a mano impregnata di cera. “Anatomize” rappresenta un collegamento sistematico fra resistenza, tenuita’ e delicatezza.
“Anatomize” e’ stata creata tagliando la carta con un metodo riduttivo. Attraverso questa “dissezione artistica,” la forma tridimensionale è svelata dal foglio di carta. Il processo di sezionamento simbolizza un’analisi scientifica finta che spinge al limite strutturale il materiale che infine si anima quando diviene un carcassa di carta.
L’idea della carcassa di carta viene dalla cartografia. Le linee collegate combinate col materiale che assomiglia alla pelle umana propongono un’analogia fra corpo e terra, fra anatomia e cartografia. Il motivo come elemento visuale non è casuale: il motivo implica ordine, struttura, significato, ragione e idee.
Un'analogia tra corpo e terra, tra anatomia e cartografia. Esposizione di una scultura di Maya Lea Portner
Dal 7 gennaio al 30 giugno 2009
Sezione di Zoologia ‘La Specola'
via Romana, 17 Firenze
Orari di apertura: lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica dalle ore 9,00 alle ore 13,00; sabato dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Mercoledì chiuso.
Info: 055 2346760
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Al Museo degli Argenti una mostra dell'orafo Martinazzi

by fdelbimbo 5 gennaio 2009 10.01
Il Museo degli Argenti ospita dal 20 gennaio 2009 una retrospettiva dell’artista orafo e scultore Bruno Martinazzi nelle prestigiose Sale di Rappresentanza dell’appartamento d’estate della residenza granducale. L'esposizione si intitola "Mensura, numero et pondere". Al valore scenografico dell’architettura dipinta si affida la magnificenza dell’insieme, aperto a incredibili soluzioni di spazi che bene accolgono, e in perfetta coerenza, l’oro e l’argento di Martinazzi, valorizzandone la bellezza espressa secondo principi di chiarezza formale, di simmetria e di calcolata armonia nella distribuzione degli elementi compositivi. La sua immaginazione si struttura secondo quel senso della proporzione, del limite e della misura che si è rivelato una costante della sua arte, nella sua magistrale pratica di accordare una norma proporzionale, geometrica alla ricerca naturalistica.
Ridotto a eco e impronta nei suoi gioielli, l’elemento umano è presenza fisica incombente, che sia un dito che si piega o un occhio che fissa, una mano che si apre o una bocca sigillata. Di questa umanità decostruita e naufraga, Martinazzi è interprete in ogni sua creazione, cosicché la forma, anche dov’è tagliante e severa, rivela pur sempre l’ascolto affettuoso e la pietà.


Museo degli Argenti Palazzo Pitti
Fino al 1° marzo 2009
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Mostra "La linea d'acqua" di Roberto Braida

by annafedossova 30 dicembre 2008 11.47

"La linea d'acqua"- una mostra di Roberto Braida, pittore ligure, è allestita nella galleria Navicelli di Pisa e sarà visitabile fino al 30 gennaio 2009.

Dai relitti arenati su spiagge deserte ai soggetti surrealisti, Braida propone una pittura impostata principalmente sulla ricerca dell'equilibrio tra spazio ed immagine.
Sono degli anni 80 i ritratti surreali di personaggi storici o fantastici collocati in ambienti che rispecchiano la loro identità e calati in una rappresentazione ideale della natura che diventa preponderante nel dipinto stesso.

Roberto Braida narra un mondo dalle prospettive luminose, luoghi dove coltivare i retaggi di una coscienza che sa farsi commuovere dalla bellezza. Gli strumenti che Braida usa per creare l'incanto sono la luce, il colore, una grandissima padronanza della tecnica, l'animo limpido e malinconico ed un amore sconfinato per la pittura.

Braida ritrae scenari in cui la natura è priva di qualsiasi carattere ostile; i paesaggi sono animati da una visione dell'universo pacifica e piena di meraviglia, rigata da una sottile nostalgia: lievi brezze carezzano i prati, il mare è un confidente, un cielo sempre benevolo ammanta tutto di luce.

Il pittore nutre la propria arte di sensazioni, coltiva la propria anima con la contemplazione di un mondo immaginario. Quieti testimoni di questo suo mondo sono le figure femminili rivolte a scrutare lontano, oltre l'orizzonte. Le donne che attraversano le atmosfere di Braida sembrano abitare da sempre le spiagge deserte o gli scogli brulli dove egli le raffigura e viene da chiedersi se queste dame in abiti ottocenteschi siano sempre la stessa persona, il ricordo di un amore lontano perduto per sempre.

Roberto Braida dispone di una tecnica pittorica che che sfrutta con padronanza e disinvoltura. Le composizioni sono sempre equilibrate: le figure umane non si perdono nella vastità del paesaggio, la linea di demarcazione tra cielo e terra conferisce ad ogni elemento il giusto peso.

Il linguaggio di Braida non è complesso o artificioso, la sua comunicazione non è riservata ad un pubblico necessariamente educato all'arte. L'artista dedica la sua opera semplicemente a chi è interessato a capirla ed a lasciarsi conquistare. I suoi quadri vanno osservati con calma, soffermandosi, per concedere loro il tempo di esercitare il potere ammaliante dei sogni o degli incantesimi.

Roberto Braida - E' nato a La Spezia nel 1953 dove vive e lavora.Inizia a dipingere giovanissimo e a 14 anni partecipa alla sua prima collettiva insieme ad altri artisti Liguri.
Studia tutte le tecniche pittoriche dalla tempera all'acquarello, dall'incisione alla pittura ad olio che continuerà a perfezionare con accurata precisione. Tutta la sua vita artistica è caratterizzata dalla ricerca, che Braida conduce in modo totalmente autonomo, attraverso fasi caratterizzate da tematiche diverse.

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Successo per Antonio Ligabue a Pontassieve

by annafedossova 29 dicembre 2008 10.09

La forza espressiva di Antonio Ligabue ha stregato Pontassieve.

Un numero notevole di visitatori ha caratterizzato i primi 9 giorni della mostra "Antonio Ligabue è a Pontassieve" dove si possono ammirare 49 opere del grande artista emiliano all’interno della suggestiva cornice della sala delle colonne del Palazzo Sansoni Trombetta. Nella prima settimana dal 14 dicembre, primo giorno di mostra, a domenica 21 i visitatori sono stati in tutto circa 450 provenienti dalla Valdisieve.
I visitatori hanno anche mostrato di gradire particolarmente la scelta delle opere, oltre ad alcuni dipinti conosciuti dal grande pubblico, un forte apprezzamento è arrivato anche per le sculture ed i disegni molto meno conosciuti, ma di rara bellezza.

La mostra di Antonio Ligabue a Pontassieve può anche essere un’occasione per fare un regalo originale: all’ingresso della mostra si possono, infatti, acquistare alcuni prodotti marcati "Antonio Ligabue è a Pontassieve" dal classico calendario 2009 dove in ogni mese è rappresentato un particolare di un’opera del pittore di Gualtieri, stampe, cartoline, manifesti, oppure per segnalare il forte legame con il territorio, una bottiglia di vino di tre aziende vinicole del territorio con tre particolari etichette.

La mostra terminerà il 7 giugno, nel periodo delle festività osserverà 2 giorni di chiusura: il 25 dicembre ed il 1° gennaio.

Mostra "Antonio Ligabue è a Pontassieve"

Orari:

9.30 - 12.30 e 15.00 - 19.00
venerdì 15.00-19.00
chiuso il lunedì tutto il giorno e il venerdì mattina
chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio

Ingresso:

Intero: € 5,00
Ridotto: € 3,50 (Residenti nel Comune di Pontassieve, persone oltre 65 anni di Eta', bambini da 6 A 12 Anni, gruppi con minimo 10 persone, studenti, soci Coop, soci Bcc)Speciale: € 2,50 per scolaresche

Info:

Dipartimento Cultura - tel. 055-8360346-255
fax 055-8360265
cultura@comune.pontassieve.fi.it
www.comune.pontassieve.fi.it

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La mostra di Andrea Bazzechi al Borghese Palace Art Hotel

by ncurradi 29 dicembre 2008 09.52

Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2009 l'artista Andrea Bazzechi espone al Borghese Palace Art Hotel di Via Ghibellina 174/r a Firenze.

La sua personale è curata dalla Galleria Benvenuti. Bazzechi è un artista poliedrico, pittore, fotografo e musicista (all'inaugurazione ci sarà anche un concerto), che si ispira all natura per le sue opere cariche di materia e di colore: perciò troviamo il blu profondo del mare, il tronco rugoso di un albero, il rosso di un tramonto, le luci intermittenti della città.

In altre produzioni incontriamo tracce di fuggevoli ricordi fermati su superfici monocrome, percorse da segni profondi, ritmicamente ripetuti ed organizzati su precise strutture. La storia dell'artista emerge così nelle opere che coimnvolgono anche chi le guarda con la loro immediatezza.

Bazzechi ha realizzato in passato vari documentari a carattere storico-artistico (Lorenzo il Magnifico, I Galli Bibiena etc.), ma dagli anni '90 ha sentito la necessità di sperimentare direttamente la sua sensibilità cromatica. L'esperienza acquisita dietro la macchina fotografica viene messa a disposizione della creatività, l'unica vera risorsa su cui l'artista deve concentrarsi liberamente.

Come ha scritto il critico Stefano De Rosa nel 1998 in occasione di una mostra di Bazzechi: "I suoi lavori nascono uno dopo l'altro da una ricerca silenziosa e caparbia nel contempo".

Andrea Bazzechi "Vibrazioni cromatiche e persistenze plastiche"
Borghese Palace Art Hotel Via Ghibellina 174/r Firenze
Dal 16.01 al 28.02.2009

Ingresso libero

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Pacchetti turistici per "Arte, Genio, Follia"

by annafedossova 29 dicembre 2008 09.49

E' possibile prenotare il proprio soggiorno a Siena in occasione della mostra "Arte, Genio, Follia".

Il giorno e la notte dell'artista curata da Vittorio Sgarbi è in programma al Complesso Museale Santa Maria della Scala di Siena, dal 31 gennaio al 25 maggio 2009.

Sono, infatti, già on line agli indirizzi www.terresiena.it nella sezione offerte viaggio e www.bookingsiena.it nella sezione "eventi", gli itinerari e pacchetti turistici proposti dall'Agenzia per il Turismo di Siena con l'organizzazione tecnica di Vacanze Senesi Tour Operator e pensati per i curiosi e gli appassionati d'arte.

Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Soggiorni weekend e pacchetti 2 e 3 giorni con sistemazione in zona centrale e semi centrale in alberghi da 2 a 4 stelle, a prezzi convenienti per singoli e gruppi, a cui si può abbinare la visita della mostra, che per i gruppi può avvalersi anche della presenza di una guida.

Van Gogh, Kirchner, Munch, Ernst, Dix, Grosz, Guttuso, Mafai, Ligabue sono solo alcuni degli artisti che si potranno ammirare nell'esposizione senese.

La mostra "Arte, Genio, Follia" nasce da un'idea di Vittorio Sgarbi. Il giorno e la notte dell'artista espone oltre 350 opere tra dipinti e sculture, alcune delle quali di grande impatto emotivo.

I capolavori illustreranno il complesso rapporto tra arte e follia, dando vita ad un percorso espositivo articolato in 8 diverse sezioni, affidate alla cura di grandi nomi del campo dell'arte e della psichiatria. L'intento è quello di indagare "l'essere nel mondo" degli artisti attraverso i loro capolavori, senza tuttavia rinunciare alla fondamentale prospettiva storica e a tutti quei contributi che hanno studiato "arte, genio e follia" da punti di vista differenti, siano essi di natura artistica, scientifica o medica.

"Arte, Genio, Follia" rimarrà aperta tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30 (www.artegeniofollia.it). Alla mostra è abbinata la visita dell'ospedale psichiatrico San Niccolò prevista tutti i giorni, dalle 10 alle 17 solo su prenotazione telefonica.

Il percorso di circa un'ora, con ingresso da Porta Romana, farà scoprire al visitatore l'articolazione in "villaggio a padiglioni diffusi" dell'ex manicomio e terminerà con l'arrivo all'ex colonia agricola Orto de' Pecci a pochi passi da Piazza del Campo.

Con il biglietto della mostra, sarà anche possibile visitare l'esposizione "La lente di Freud". Una galleria dell'inconscio a cura di Giorgio Bedoni, aperta tutti i giorni e negli stessi orari presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala.

Per informazioni e suggerimenti di viaggio www.terresiena.it 

Per prenotazione servizi turistici www.bookingsiena.it

Dove: Complesso Museale Santa Maria della Scala,
Siena, piazza Duomo, 2

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Mostra di Daniele Furini al Teatro dei Leggeri

by annafedossova 23 dicembre 2008 10.06

La rassegna teatrale "Leggieri d’Inverno" in programma al Teatro dei Leggieri di San Gimignano (Siena) fino al 2 maggio 2009 sarà accompagnata da una mostra fotografica con scatti di Daniele Furini, a cura della Compagnia Giardino Chiuso in collaborazione con il Comune di San Gimignano.

Trentasei stampe fotografiche ospitate all’interno del Teatro per raccontare con le immagini la storia della rassegna di teatro e danza "Leggieri d’inverno", giunta alla sua settima edizione.

Un viaggio a ritroso nel tempo per incontrare nuovamente gli artisti che in questi sette anni hanno calcato il palco del Teatro dei Leggieri.

La mostra, inaugurata in occasione del primo spettacolo del cartellone, resterà poi in maniera permanente all’interno dei Leggieri.

Il Teatro dei Leggieri si trova in Piazza Duomo a San Gimignano ed è visitabile per tutta la durata della rassegna durante l’orario degli spettacoli.

Informazioni: 0577 941182 / 3771212947 - info@giardinochiuso.it
www.giardinochiuso.it

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La mostra "Après coup" di Emanuele Becheri

by annafedossova 22 dicembre 2008 12.34

Il Museo Marino Marini di Firenze inaugura venerdì 30 gennaio 2009 après coup, una mostra personale di Emanuele Becheri (Prato,1973), a cura di Simone Menegoi.

L’artista espone alcune opere inedite, per la maggior parte realizzate per l’occasione e calibrate sugli spazi del museo: un lavoro su carta, una serie di fotografie, alcuni oggetti combusti e un’installazione sonora collocata nella grande cripta sotterranea.

La disciplina di riferimento di Emanuele Becheri è il disegno. Tuttavia, dopo aver realizzato negli anni scorsi un corpus consistente di opere su carta, nelle mostre più recenti ha presentato sculture, video e opere sonore: creazioni in cui il disegno si ripresenta come concetto astratto, come metafora, al limite come paradosso.

Nel passaggio da un medium all’altro l’artista mantiene comunque immutate alcune linee-guida, prima fra tutte l’idea di creare le proprie opere grazie a processi dotati di una logica autonoma, controllabile solo in parte.

Uno di questi processi è la combustione. L’artista esporrà al Museo alcuni oggetti carbonizzati, neri e fragili come se fossero stati tracciati a carboncino su un foglio. Opere in cui il disegno si fa tridimensionale, e la sua esecuzione è lasciata al fuoco.

Il fuoco, attraverso le sue conseguenze, è protagonista anche di altre due opere in mostra, una installazione sonora e un ciclo di fotografie. Entrambe fanno riferimento all’installazione video Time out of joint, presentata nella mostra da poco conclusa al Padiglione d’arte contemporanea di Ferrara: tre proiezioni in cui altrettanti accendini, incendiati dalla loro stessa fiamma, crepitano, esplodono, si consumano e vengono inghiottiti di nuovo dal buio che li circonda.

Il repertorio di rumori prodotti dalla combustione viene proposto al Marino Marini come opera a se stante. Registrati su alcuni vinili di durata diversa, suonati contemporaneamente, i rumori danno vita a un tessuto stratificato e complesso, che non si ripete mai identico.

Le fotografie, dall’ambientazione notturna e dalla sottile atmosfera noir, mostrano invece i resti di accendini abbandonati sull’asfalto.

Conclude idealmente après coup, un’opera realizzata in precedenza, appartenente alla serie Rilasci: un grande foglio di carta in cui un segno tracciato dall’artista, minimo e quasi impercettibile, dialoga con le pieghe casuali ottenute accartocciando il foglio stesso.

Il lentissimo (e idealmente mai concluso) dispiegarsi del foglio sotto l’effetto della gravità e lo scricchiolio che produce, talmente debole da essere puramente virtuale, contengono già in sintesi gli elementi che sono protagonisti della mostra fiorentina: il tempo e il suono.

Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo accompagnato da un vinile.

La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio.

Informazioni: Museo Marino Marini
Firenze, Piazza San Pancrazio - tel. 055.219432
e-mail: info@museomarinomarini.it

Orario di apertura: dalle 10 alle 17, esclusi la domenica e il martedì.

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Pontassieve: mostra di Antonio Ligabue

by annafedossova 22 dicembre 2008 12.14

Dopo la retrospettiva dedicata a Renato Guttuso, il capoluogo della Valdisieve – territorio collinare a pochi chilometri da Firenze - ospita un’altra importante esposizione dedicata ad un grande artista del novecento.

In questa occasione l’amministrazione accoglie nella sua sala espositiva la forza e la grande espressività di Antonio Ligabue, pittore che ha saputo trasformare e raccontare la vita quotidiana con grande umanità, alternando la ferocia della natura, l’inquietudine e la sofferenza con la serenità agreste.

La mostra si svolge nella Sala delle Colonne, lo spazio espositivo che nata lo scorso anno nel centro storico di Pontassieve e sarà visitabile per 6 mesi fino al 7 giugno.

In questi 6 mesi di presenza del grande pittore a Pontassieve si potranno ammirare ben 49 opere: 27 dipinti, 14 sculture ed 8 disegni, grazie al "Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue" di Parma. Curatore dell’evento è Pierfrancesco Listri la consulenza scientifica di Augusto Agosta Tota.

Ligabue nasce a Zurigo, in Svizzera, nel 1899 da madre italiana prenderà il suo cognome da Bonfiglio Laccabue che qualche anno dopo sposa la madre, nome che poi verrà cambiato dallo stesso artista in Ligabue. Nel 1918, l’artista viene espulso dalla Svizzera e mandato a Gualtieri, comune di origine del padre. E’ proprio in questo periodo della sua vita che Ligabue inizia a dipingere ed a vivere, errante, per le campagne emiliane e con le notevoli difficoltà dovute al fatto di parlare soltanto il tedesco.

Molti artisti e benefattori lo ospitarono nelle loro case ma Ligabue non si fermò mai a lungo da loro, ci sono anche stati lunghi periodi passati nelle cliniche psichiatriche. La sua fama dagli anni ’40 in poi si è ingrandita sempre di più fino a che nel 1961 riuscì anche a realizzare la prima grande mostra a Roma e di seguito in altre città. La morte dell’artista è avvenuta nel 1965, ma la sua fama resiste tutt’ora.

Dove: Pontassieve, Sala delle Colonne
Via Tanzini 30
Tel. 055 8360287 (info), 055 8360255 (biglietteria)
cultura@comune.pontassieve.fi.it
www.comune.pontassieve.fi.it

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D'improvviso i musei di Firenze: le foto della Baldini in mostra

by ncurradi 22 dicembre 2008 09.04

“Lasciamo da parte la fretta e riprendiamoci la magia e la bellezza dei nostri musei”. Questa frase, tratta dal testo di Marilena Tamassia curatrice della mostra, aperta a Villa Bardini fino al 15 marzo 2009, potrebbe essere lo slogan della mostra, che si costruisce su una suggestiva carrellata di immagini dei musei statali di Firenze ieri e oggi. Il confronto è costruito attraverso le foto di Lucia Baldini e i fondi storici dell’archivio fotografico del Polo Museale Fiorentino, selezionati sapientemente da Marilena Tamassia, direttrice dell’ufficio.

L’obiettivo è “mostrare - come scrive Marilena Tamassia - le mutazioni avvenute nella fruizione dei musei della città a partire dal 1850 a oggi” e offrire una molteplicità di punti di vista (che il bianco e nero proprio per la sua omogeneità esalta) scelti da una fotografa di scena sensibile e professionale: Lucia Baldini.
In sintesi, come scrive, tra l’altro nella presentazione Cristina Acidini: le fotografie scelte da Marilena Tamassia e Lucia Baldini “aprono dinanzi a noi un ventaglio di suggestioni e riflessioni sui luoghi, le cose, le persone.”

Una di queste riflessioni è nel bellissimo scritto, fino ad oggi inedito, di Raffaele Monti, noto storico dell’arte di recente scomparso. Livornese di nascita, ma fiorentino d’adozione, Monti ci lascia una mirabile testimonianza ‘in bianco e nero’ di uno dei luoghi fiorentini d’eccellenza: la galleria dell’Accademia.

Questa mostra è la seconda di una serie di eventi fotografici, inaugurati l’anno scorso da Marilena Tamassia, incentrati sul confronto tra i fondi storici e la fotografia contemporanea (il titolo del 2007 era d’improvviso Firenze).

Anche per Lucia Baldini si tratta della seconda collaborazione con il Polo Museale Fiorentino. La prima, che ha preso forma nel volume – edito sempre da sillabe - Capolavori in bianco e nero. Le Opere, i Musei, il Pubblico, presentato l’anno scorso alla fiera del libro d’arte a Bologna, inaugurava il progetto di riflessione in bianco e nero sul patrimonio museale fiorentino che ha portato all’iniziativa che presentiamo.

La mostra è ospitata all’interno di villa Bardini della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, promossa dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

D’improvviso i Musei di Firenze

Villa Bardini Costa San Giorgio 2 Firenze

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