Il Premio Tarlati 2012 a Bruno Gambacorta

by ncurradi 1 febbraio 2012 10.39



Un'altra serata di grande successo per i cuochi aretini, che anche quest’anno hanno organizzato con passione e professionalità la consegna del “Premio Tarlati” giunto alla 22° edizione. L’ambito riconoscimento è stato consegnato lunedì 30 gennaio ad una delle più note firme del Tg2 Bruno Gambacorta, inventore di Eat Parade, il primo telegiornale italiano dedicato all’enogastronomia seguito da 2,5 milioni di spettatori ogni settimana da ben 14 anni.

Nella suggestiva location del Centro Ippico di San Zeno dove si è svolta la serata di gala, Gambacorta è stato applaudito da circa 200 persone che si sono godute una cena degna di menzione. A prepararla, quest’anno ci hanno pensato le giovani leve dell’Associazione cuochi di Arezzo Shady Hasbun, Andrea Cavigli, Lorenzo Pisini e Maicol Vitellozzi con la collaborazione degli studenti degli Istituti Alberghieri A.Vegni di Cortona e P.Artusi di Chianciano Terme.
Un menù tra tradizione e innovazione. Dopo un abbondantissimo e gustoso antipasto di benvenuto a buffet con piccole goloserie, è stata la volta dell’immancabile Zuppa del Tarlati con l’antica ricetta del ‘300, seguito da uno scrigno di pasta fresca all’uovo ripieno di spinaci e ricotta della Tenuta Vitereta al ragù di carne chianina, bocconcini di cinghiale al cacao su piedistallo di patata e geometrie di carote glassate per finire con un semifreddo al vin santo e cantucci del panificio Fratelli Rossi. Il tutto annaffiato da vini della Tenuta Vitereta, dell’azienda Baracchi e Piè di Colle abbinati a dovere dai sommeliers Ais.
Tra gli ospiti moltissime autorità locali e i dirigenti della Federazione cuochi tra cui il Presidente Nazionale Paolo Caldana e il Presidente dell’Unione cuochi Toscana Franco Mariani.
“Sono davvero colpito dall’accoglienza che mi avete riservato – ha dichiarato il giornalista Gambacorta ai microfoni di Alex Revelli che ha sapientemente diretto la serata - e sono altrettanto felice e onorato di ricevere un premio così prestigioso. La passione per l’enogastronomia ci accomuna e io mi auguro di riuscire sempre a raccontarla con impegno attraverso la mia rubrica televisiva”.

Il 20 ottobre del 2011, tra l’altro, Gambacorta ha pubblicato il suo primo libro, “Eat Parade - Alla scoperta di personaggi, storie, prodotti e ricette fuori dal comune”, edito da RAI ERI e Vallardi. Il volume è stato presentato ad Arezzo presso la libreria Edison di Piazza Risorgimento, durante il pomeriggio del 30 gennaio dal collega aretino Claudio Zeni.

Ma il giornalista Gambacorta non è stato l’unico a ricevere un riconoscimento. Come da tradizione le giacchette bianche di Arezzo hanno voluto premiare due ristoratori che con il loro impegno e la loro professionalità portano ogni giorno in tavola le eccellenze del territorio.
Il presidente dei cuochi di Arezzo Roberto Lodovichi ha consegnato un premio alla “carriera” alla signora Pierina Merendelli colonna portante del noto ristorante aretino “La Tagliatella” e a Emiliano Rossi dell’altrettanto conosciuto locale cortonese “Osteria del Teatro”.
“A loro va tutta la mia stima professionale – ha commentato Lodovichi. La signora Merendelli è un esempio per tutti noi cuochi. La sua tenacia e la sua competenza sono invidiabili. Emiliano Rossi è uno di quei ristoratori che ha sempre messo in primo piano nel suo menù i prodotti del territorio che seleziona ancora oggi con estrema cura e attenzione”.
La consegna del Premio Tarlati 2012 è stata anche l’occasione per inaugurare ufficialmente le nuove sale di Villa Severi che da pochi mesi sono diventate un vero e proprio polo dell’enogastronomia aretina perché sede dell’Associazione Cuochi, dell’Ais, dell’AicOo e del Consorzio “Strade del vino e dei sapori di Arezzo.

A tagliare il nastro ci ha pensato il presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, che per primo ha creduto al progetto di unificare in un’unica struttura le associazioni che hanno contribuito al rilancio di Arezzo nel panorama enogastronomico italiano e non solo.

“Finalmente Villa Severi è tornata a vivere dopo anni di buio - ha sottolineato Vasai – e nella maniera più bella. Questa è una delle location più suggestive di tutta la città e sono certo che queste associazioni sapranno sfruttare al massimo questi spazi per continuare a promuovere con convinzione il nostro territorio”. Alle parole di Vasai si sono uniti gli in bocca al lupo e i complimenti dell’assessore all’agricoltura Andrea Cutini, del direttore della Camera di Commercio Giuseppe Salvini e dell’assessore del comune di Arezzo Lucia De Robertis. Parole che hanno fatto particolarmente piacere a tutti i protagonisti di questa nuova avventura, tra cui il delegato di Arezzo Ais Massimo Rossi e Cristiano Cini presidente della Strada del Vino Terre di Arezzo e del Consorzio “Strade del vino e dei sapori di Arezzo.

Nella nuova sede sono già cominciati con successo i corsi di cucina e di avvicinamento al vino e nei prossimi mesi ne saranno organizzati di nuovi anche dedicati ai più piccoli.
Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Correntemente valutato 1.5 da 2 utenti

  • Currently 1,5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags: , , ,

Enogastronomia | Enogastronomia

Breve viaggio sulla Strada del Recioto...

by fdelbimbo 24 gennaio 2012 13.29
Si è svolta il 22 gennaio scorso, con grande affuenza di pubblico, la Prima dei Picai a Montorso Vicentin, sulla Strada del Recioto, che prende il nome dal Recioto di Gambellara, un ottimo vino di colore giallo intenso, passito che nella sua variante più particolare, quella ottenuta spremendo le uve a Pasqua, diventa Vin Santo. L'uva di origine è la Garganega, l’uva bianca più importante della provincia di Vicenza. La varietà domina le colline sia nei vigneti a terrazza che in quelli a pergola vicentina. Mostra un' aromaticità media, ma un piccolo patrimonio di profumi di cui la mandorla e i fiori bianchi sono i più avvertiti; ha uno sviluppo biologico molto lungo, tanto da giungere a maturazione in ottobre; ha una buccia dura e fortemente gialla (quasi rossa) quando è matura. Presenta un buon equilibrio di estratti e zuccheri; se ne ricavano 4 vini: Il Garganega IGT, il Gambellara DOC, il Recioto DOCG e il Vin Santo DOC.  Gambellara è famosa per ospitare la sede della azienda Zonin.  
Il paese punta alla riscoperta dell’agricoltura di qualità, degli aspetti più tradizionali e della valorizzazione delle abitudini enogastronomiche tipiche della zona , come capretto, soppressa, bigoli, baccalà.. 
Iniziamo un breve tour delle cantine più significative del territorio: la prijma tappa è da Davide Vignato,  un''azienda che nasce moltissimi anni fa nel territorio di Gambellara, dove la famiglia Vignato è una delle più antiche. Già il bisnonno di Davide, Domenico, era, alla fine dell'800, un produttore di vino. Nel 2006 è quindi toccato a Davide riprendere le redini dell'azienda di famiglia seguendo una semplice regola: prediligere la qualità alla quantità. 12 ettari di vigneto rientranti nel territorio del Gambellara DOC Classico coltivati rispettando la natura, senza stressare i vitigni e senza concimazione dannosa per il risultato finale. L'uva coltivata è per il 70% la Garganega, dalla quale si ottiene ilCol Moenia Gambellara Classico, primo esemplare da me degustato, e il passito color oro Recioto di Gambellara. Nel restante 30% si coltivano vigne di Merlot, Chardonnay e Prosecco, dalle quali si producono il Ca' Merula Rosso IGT, il Passito Rosso e lo Spumante Metodo Classico.  La resa delle coltivazioni, come per tutti i vini dell'azienda Vignato, è molto bassa: circa 60/70 quintali per ettaro di terreno. L'uva è raccolta a mano agli inizi di ottobre, messa in cassetta e lasciata appassire leggermente per 20 giorni in ambienti areati. Dopo questo periodo di tempo, l'uva è diraspata  e pressata ad un pressione massina di 0,5 bar. Viene poi fatta fermentare a temperatura controllata per 15-20 giorni e il vino travasato è lasciato in vasche d'acciaio a maturare, dove periodicamente viene rimescolato (remuage), almeno fino a maggio. Dopo il filtraggio  si passa in bottiglia. Il risultato è quello di un vino dal colore giallo paglierino, dal profumo delicato e armonioso, che ho molto apprezzato per la struttura e l'equilibrio dei sapori, piacevolmente morbido alla beva
si ricordano

Seconda visita alla Cantina Sociale di Gambellara, che oggi conta circa 350 soci La Cantina Sociale è stata costituita nel 1947 da un gruppo di 26 soci fondatori e fu la prima del Vicentino . All'inizio i conferimenti erano di alcune migliaia di quintali, ma nel corso degli anni registrarono un notevole incremento , grazie ad una continua espansione della viticoltura nella zona ed anche all'aumento del numero dei soci.
Ad oltre 50 anni, la Cantina Sociale di Gambellara ha una capacità d'incantinamento di 160.000 hl ed una produzione media annua di 120.000 q.li di uva. I soci attuali coltivano circa 800 ettari di vigneto. Le uve provengono per la maggior parte dalla zona del Gambellara DOC , ma anche dalle zone limitrofe del Soave e dei Colli Berici. Pertanto la Cantina Sociale di Gambellara vanta una gamma di vini  DOC ottenuti da uve pregiate maturate in un'area collinare che da sempre si distingue per un' ottima produzione vinicola.

Ultima visita da Lino Sordato, azienda a gestione familiare, ma ben strutturata e con una bella cantina, ma soprattutto con un angolo appassimento doppio. Ottime da assaggiare le uve nelle cassette di legno della zona ventilata, c'è poi una stanza aperta all’aria dove sono appesi  i grappoli d’uva destinata al Recioto ed al Vin Santo.. Appesi ma non “picai” , stesi sui fili, appesi, come panni ad asciugare.
La produzione è tutta incentrata sul lavoro familiare e deriva da uve dei propri vigneti dislocati nelle vicinanze della sede, immersa nel verde delle colline di Selva.  I vini bianchi, e soprattutto i vini dolci sono ormai la tradizione, anche se dal 1985 vengono vinificati anche vini rossi, con buoni risultati.
Vini prodotti sono quiondi  Gambellara, Gambellara Classico, il famoso Recioto ed il prezioso Vin Santo; sia nella terra di produzione del Colli Berici D.O.C., tradizionalmente vocata a vini rossi, dove possiamo trovare il Merlot, ed il Cabernet Sauvignon. 
Due delle zone più importanti per la produzione di vini della Provincia di Vicenza, per avere una gamma di prodotti atti a soddisfare il bisogno di vini bianchi per abbinamenti a primi piatti o a carni bianche, e rossi per piatti più sostanziosi. L'uva viene raccolta interamente a mano per garantire l'integrità del grappolo fino all'arrivo in cantina, dove viene effettuata una pressatura soffice per ricavarne il mosto, che poi andrà in serbatoi d'acciaio per la prima decantazione naturale, e successivamente portato in serbatoi a temperatura controllata per garantire una fermentazione lenta,  per conservare i profumi e l'eleganza del prodotto finale. Negli ultimi anni l'azienda ha iniziato delle collaborazioni con ristoratori locali, creando delle serate a tema volte a far conoscere i piatti della tradizione locale abbinati con i vini tipici della zona.
Altre iniziative sono state create con varie associazioni di promozione del territorio e culturali, per esempio con il Consorzio del Gorgonzola.
Grande è l'amore per questo lavoro da parte di tutti i produttori vinicoli di questa zona e notevole è la voglia di sviluppare il “terroir”: le colline basaltiche, i vigneti a pergola, il Recioto e il Vin Santo, la gastronomia e la simpatia della gente: ci sono tutti gli elementi per il successo della zona di Gambellara.

Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Prim.Olio” – L’Azienda Agricola Fattoria di Ramerino vince il Premio ‘Gocciola d’Oro’ 2011

by ncurradi 29 novembre 2011 13.13

Prim.Olio

 FotoGruppoPrimolio2011.jpg


La settima edizione del Premio Gocciola d’Oro è stata vinta dall’Azienda Agricola Fattoria di Ramerino, al termine della serata del 28 novembre 2011, che ha visto l’Antico Spedale del Bigallo ospitare un’ottima Cena di Degustazione, alla presenza di numerosi ospiti, fra cui il Sindaco Luciano Bartolini e il Vicesindaco Alessandro Calvelli, nonché le aziende produttrici di Bagno a Ripoli.
La commissione giudicatrice del premio era presieduta dalla dr. Marzia Migliorini. Il Gocciolatoio d’Oro, realizzato dalla Bottega fiorentina di Arte Orafa Penko secondo le antiche tecniche orafe rinascimentali, è andato all'Azienda Agricola fattoria di Ramerino.
A seguire: II posto – Azienda Chelli Italo di Lappeggi; III posto – Azienda Agricola Reto di Montisoni; IV posto – ex aequo Azienda Agricola La Torrita di Villamagna/San Romolo e Villa Dauphiné di Osteria Nuova/San Donato in Collina; V posto - Azienda Agricola Il Colle e Azienda Agricola Perini Nicola di Montisoni. Il Premio speciale per l’Azienda non di Bagno a Ripoli è andato all'Azienda Poggio di Montepescoli di Pelago.
“Dall'esito della settima edizione della Gocciola d'Oro – hanno dichiarato il Sindaco Bartolini e il Vicesindaco Calvelli – emerge che tra il primo e il settimo classificato c'è meno di un punto di differenza su dieci e che ci sono stati due ex aequo al quarto e quinto posto. Grande equilibrio, segno di una competizione giocata ad alto livello, secondo il giudizio degli assaggiatori della Camera di Commercio che partecipano anche ad altri concorsi in tutta la Toscana, e di una qualità dell'olio di Bagno a Ripoli in continua crescita. Ed è questo per noi uno dei principali motivi di soddisfazione, accanto ad alcune conferme, come il ritorno alla vittoria della Fattoria di Ramerino, ad alcune nuove entrate (Chelli, Dauphiné, Perini e Poggio di Montepescoli) fra i nostri abituali produttori che però non erano riusciti prima d'ora a entrare nel gruppo dei migliori, e all'importanza assunta dai frantoi, con nuove tecnologie rispettose della tradizione e della qualità. Questo risultato la dice lunga su quanto le nostre aziende agricole si siano impegnate in un'annata particolare, poiché c'è stata poca produzione, benché di altissima qualità. A nostra volta, come amministrazione, non possiamo che rilanciare ed incrementare la nostra azione: avremo infatti un secondo momento di valutazione e sarà ad aprile 2012. In quella occasione saranno nuovamente assaggiati gli olî di Bagno a Ripoli e l'evoluzione delle loro caratteristiche organolettiche a distanza di alcuni mesi. Un'attenzione ulteriore alla qualità per la quale stiamo studiando sede e iniziative promozionali di ampio respiro sulle quali è prematuro soffermarsi. Ma non mancheranno le sorprese!”

Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Il Lessini Durello protagonista a Schio il 26 e 27 novembre

by fdelbimbo 26 novembre 2011 09.27
il Festival del Lessini Durello


Il 26 e 27 novembre il Lessini Durello, lo spumante di Verona e Vicenza, sarà protagonista del Durello Schio Festival, la quarta edizione della manifestazione tutta dedicata alle preziose bollicine, nate dall’uva autoctona durella, che si terrà all’interno di Palazzo Fogazzaro a Schio oltre a coinvolgere le migliori enoteche e i bar del centro storico della cittadina.

L’iniziativa, voluta dal Consorzio di Tutela vini Lessini Durello in collaborazione con Confcommercio di Schio, Comune di Schio, Vicenza è, Coldiretti, prevede momenti di degustazione delle pregiate bollicine, nelle loro differenti sfumature date dal metodo Classico o Chramat, assieme alla versione ferma e passita, accanto a momenti di cultura e di spettacolo.
Presentata in anteprima il 24 novembre all'Hotel Schio, la kermesse ha previsto anche la consegna del Premio Giornalista Durello 2011, vinto dalla giornalista Rai Carla Urban, nativa del territorio. Leo Ramponi del ristorante "Il Bersagliere" di Verona e Galliano Rosset, esperto di tradizioni vicentine. illustratore e decoratore.

Saranno molti gli appuntamenti creati per il pubblico, dedicati alla convivialità, allo spettacolo e al divertimento a palazzo Fogazzaro, nell’ambito del Festival. Tra questi sabato 26 novembre alle ore 16.00 dopo l’inaugurazione, “El Durelo” con l’istrionico Galliano Rosset e Mauro Pasquali di Slow Food, a cui seguirà la presentazione del “Premio Durello New Perpectives”, accompagnato dal coro Paganella di Trento. La domenica invece sarà la volta di “Durello, tutto un altro mondo” e de “La voce della terra” monologo in eruzione di Andrea Ingrosso e con Greta Bisandola e Davide Ferraio.
All'interno del Palazzo Fogazzaro sarà aperta anche la mostra dell'artista Erica Bertazzolo "Sentimenti di forme".

Aderiranno 16 bar del centro storico di Schio, dove si potrà degustare il Lessini Durello:
BAR SCLEDUM, BAR GARIBALDI, BAR NAZIONALE, IL BARETTO, BAR 2 MORI, PAST. CAODURO, BAR TWEED CAFFE, CAFFE’ ROMA, BAR 2 SPADE, BAR CRISTALLO, BAR HAITI, BAR 101, BAR NUOVO, BOUNTY BAR, VIOLAVIOLA caffè winebar.
Le aziende che prenderanno parte all’evento sono Az. Agr. Cecchin, Az. Agr. Fongaro, Az. Agr. Marcato, Az. Agr. Corte Moschina, Az. Agr. Sandro De Bruno, Cantina dei Colli Vicentini, Cantina di Gambellara, Cantina di Monteforte d’Alpone, Cantina di Soave, Cantina della Val Leogra, Cantina Fattori.

L’edizione 2011 andrà di fatto a raccogliere al suo interno le numerose attività proposte dal Consorzio di Tutela in oltre dieci anni di lavoro e fungerà da laboratorio del pensiero e da luogo di discussione per sviluppare ulteriori iniziative e progetti finalizzati alla promozione e valorizzazione di questo vino

Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

La quinta Anteprima Chianti Rufina a Firenze

by ncurradi 12 novembre 2011 09.38


Un gradito ritorno a Firenze per la 5° edizione:  l'Anteprima Chianti Rufina: come sempre durante il secondo weekend di novembre, la manifestazione,  la prima che apre la stagione degli appuntamenti dedicate alle docg toscane, migliora anno dopo anno sia per qualità che per presenze italiane ma soprattutto straniere.

In questa edizione, venerdì 11 si è svolta una degustazione di Chianti Rufina e Pinot Nero dell'Ontario, Canada: eccezionalmente, dall'associazione Somewhereness, per la prima volta in Italia, i Pinot Neri di Flat Rock Cellars Niagara, Malivoire Niagara, Norman Hardie Prince Edward County, Cave Spring Cellars Niagara - un'occasione di estremo interesse per gli addetti ai lavori.
L'incontro è stato moderato da Ian D'Agata - responsabile Italia, Bordeaux e Canda per Stephen Tanzer's International Wine Cellar e Stephen Brook - giornalista ed editorialista per Decanter, autore di libri sul vino. Domani sabato 12, sarà la volta delle Anteprime: si terrà la degustazione in anteprima riservata alla stampa di settore dell'annata 2010 e riserva 2009.
Il tutto si svolge all'interno della suggestiva cornice di Palazzo Borghese in Via Ghibellina 110 in pieno centro storico.
Questo appuntamento rappresenta un'ottima occasione per approfondire la conoscenza di un piccolo ma ricco territorio come quello del Chianti Rufina: circa 12.500 ettari che coinvolgono parte dei Comuni di Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve e Rufina. Si tratta della più piccola area del Chianti ma che rappresenta una delle più vocate e antiche zone di produzione vinicola della Toscana: infatti, i vini che qui vengono prodotti sono di estrema eleganza, di grande complessità, e, caratteristica di fondamentale importanza, di singolare longevità (per alcune riserve vengono utilizzati vigneti di oltre 30 anni), e quindi idonei all'invecchiamento.
Lorenzo Mariani, Presidente da un anno del Consorzio e produttore della Fattoria I Veroni, ha affermato: "Siamo estremamente soddisfatti delle molteplici presenze straniere, puntiamo molto però anche sulla stampa italiana di settore e, da quest'anno, anche qualche significativa partecipazione da parte del trade: il venerdì, infatti, gli interventi dell'Enoteca Pinchiorri e dell'Enoteca Trimani a dare un loro rilevante contributo al nostro evento. Una compartecipazione di notevole interesse per tutti.
Infine, uno dei nostri principali obiettivi è l'assiduo impegno per ottenere sempre maggiore qualità cercando di salvaguardare il prodotto in un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione nel rispetto totale del territorio circostante".
Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Nasce il pecorino "firmato", quello del Caseificio di Sorano (GR)

by ncurradi 22 aprile 2011 09.37

"Un'odea innovativa, si devono comprare prodotti toscani, garantiti toscani". Così ha parlato l'Assessore Salvadori alla conferenza stampa di presentazione di un prodotto speciale: il pecorino "firmato". Vediamo di cosa si stratta:

Nome: Pecorino; Cognome: Firmato; nato: Sorano; cittadinanza: Maremma Toscana; Segni Particolari: Buono e genuino: è una vera “carta d’identità” quella che contraddistingue e pecorino e il “marzolino” firmato del caseificio sociale di Sorano (Gr).

L’iniziativa, che non ha precedenti in Italia (è stata brevettata per Unicoop Firenze), che è stata presentata il 21 aprile alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, si propone di rendere tangibile ai consumatori fin dall’etichetta la “tracciabilità del prodotto”. Nella “carta d’identità” sono presenti anche le firme, con tanto di indirizzo, delle 18 aziende, tutte locali, che hanno prodotto il latte con il quale sono confezionati i formaggi dal Caseificio Sociale di Sorano.

“Un esempio – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori – che rende concreta la “filiera corta”. Si tratta di prodotti che vengono prodotti in Toscana, lavorati in Toscana, con latte di aziende toscane e venduti sui banchi della grande distribuzione toscana.

Quella del “pecorino firmato” è un’idea che rende trasparente e concreto per il consumatore il legame con il territorio e offre la garanzia che il prodotto ha subìto tre soli passaggi: allevatore, trasformatore, banco di vendita. E’ un esempio emblematico di quello che intendiamo per filiera corta e che vorremmo applicare a tutta l’agricoltura toscana: accordi fra produttori, trasformatori, soggetti che commercializzano, e dove ciascuno ha un giusto margine di guadagno. Ai consumatori si offre un prodotto genuino, di qualità e di cui è certa la provenienza.”
La filiera corta è uno dei punti principali dell’impegno della Regione Toscana che intende coniugare le esigenze di salubrità e di qualità dei consumatori con quelle di valorizzazione dei prodotti locali e di riequilibrio del reddito per i produttori. “Con i Pif, i piani integrati di filiera che abbiamo varato di recente – ha ricordato Salvadori – la Regione ha messo a disposizione 25 milioni sul Piano di Sviluppo Rurale, proprio per incentivare accordi fra i produttori, i trasformatori e gli altri soggetti della filera, come la distribuzione. Anche la zootecnia rientra nei Pif e per ogni progetto si possono ottenere fino a 2 milioni e 300 mila euro di finanziamento.”

Il caseificio sociale di Sorano, nato nel 1963, è una cooperativa che riunisce oggi 120 allevatori della provincia di Grosseto e Siena, con lo scopo di valorizzare la vocazione silvo pastorale del territorio.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, il presidente del caseificio di Sorano, Luciano Nucci, il rappresentante di Unicoop Firenze, soggetto per il quale “marzolino” e “pecorino” firmato sono stati realizzati in esclusiva, Marino Gori. Il rappresentante della grande distribuzione ha sottolineto l’ottimo succsso dell’iniziativa sui banchi di vendita.
Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Correntemente valutato 5.0 da 1 utenti

  • Currently 5/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Un paradiso a portata di mano a Firenze: Villa Le Piazzole

by fdelbimbo 20 aprile 2011 08.49
 un paradiso a due passi da Firenze



Menzione speciale del Best of Wine Tourism 2011 per la categoria Ricettività a  Villa Le Piazzole, un piccolo angolo di paradiso a ridosso del cuore antico di Firenze. La motivazione parla così: per il pregio architettonico dell'edificio che propone l'ospitalità in locali molto curati e ristrutturati nel rispetto delle loro funzioni originarie, abbinandola alle attività di una piccola azienda agricola, dove poter toccare con mano l'evoluzione del processo produttivo, con il vantaggio di essere collocata sulle colline di Firenze, non lontano dal centro.
Visitando di persona questo gioiello architettonico e naturale si può verificare la bellezza del luogo, in cui i vigneti sono curati con meticolosità quasi maniacale..
La vigna è emozione, una sfida che parte da lontano e che ci vede proiettati nel futuro, nel tentativo di fare sempre meglio e di riuscire a produrre vini con una personalità vera, intensa, estrema e mai banale. La produzione di poche bottiglie consente una distribuzione attenta, con un costante coinvolgimento personale, perché per noi il vino è una diretta estensione della personalità del terreno, dell'uva, della storia.Villa Le Piazzole è una storica dimora della nobile famiglia fiorentina degli Acciaioli, che risale al XV secolo ed è costruita attorno ad una più antica torre medievale. Qui la storia ha fatto tutto il suo corso, come testimoniato ancora dall'imponente struttura dell'edificio centrale e delle sue dependance, dallo splendido giardino all'italiana ornato di statue e dai numerosi documenti bibliografici che raccontano la storia di questi luoghi e del complesso di Villa Le Piazzole
La Villa ha conservato intatto l'aspetto del rifacimento secentesco che la rende fra le più interessanti testimonianze dell'architettura di quell'epoca.
Posta sul bivio con la via San Matteo in Arcetri, con la facciata nuda su cui si apre il portone di pietra che contrasta col fronte barocco della cappella, costituisce un classico esempio di Casa da Signore.
Sul portone, un leone rampante in pietra ricorda gli Acciaioli, antichi possessori e sotto, l'arma dei Del Riccio che conferirono alla villa l'aspetto che tutt'ora conserva.
Fino al 1474, rimase in proprietà degli Acciaioli come testimonia il passaggio di proprietà, sotto la stessa data ai Grazzini di Staggia. Nel seicento passò agli Artini e, sempre nello stesso secolo, ai Ricci ed infine ai Del Riccio che la possedettero per molti anni e le diedero l'aspetto attuale.
Tre sono i vini prodotti, che raccontano in maniera molto diversa una forte passione..
Un rosso, Villa Le Piazzole, frutto di Sangiovese, con il supporto di Cabernet Sauvignon e Merlot, per un mix di ricchezza, eleganza, persistenza e complessità lontani dalle mode e dalle omologazioni di stile.
Un austero bianco, Il Giardino de Le Piazzole, di Chardonnay, Pinot Bianco, Grechetto, dalla personalità fortissima e dalle immense doti di invecchiamento.
Una vendemmia tardiva, Giulio II, di Trebbiano e Malvasia che racconta la voglia di osare, di fuggire dalla banalità, cercando sempre nuove strade
Nel suo Resort Villa Le Piazzole fornisce i servizi di un lussuoso albergo con la discrezione e la cortesia di una casa privata, fra splendide colline, vicino alle bellezze di Firenze. L'ambiente ha mantenuto la freschezza e la riservatezza della "casa da Signore" cinquecentesca, con ampie camere e grandi spazi esterni, fra vigneti ed oliveti.
Ampi e signorili appartamenti sono dotati dei migliori comfort e servizi. Le strette strade collinari che separano Villa Le Piazzole dal centro della città garantiscono i benefici della qualità dell'aria e una quiete d'altri tempi.
A disposizione degli ospiti una piscina riscaldata da aprile a tutto ottobre, circondata da un ampio giardino con un antico gazebo in cui poter sorseggiare piacevoli aperitivi con vista sul bellissimo Monastero della Certosa, che fu fatta costruire proprio dalla famiglia Acciaioli.
Un'oasi verde e silenziosa, vicinissima alla città. Durante le passeggiate negli oliveti e nelle vigne della proprietà, è possibile incontrare lepri e fagiani, ormai abituati all'amichevole presenza dell'uomo.
Per informazioni: www.villalepiazzole.it
Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

La prima guida online degli oli e delle aziende di eccellenza

by fdelbimbo 5 aprile 2011 08.55
eccellenza

Un vademecum con oltre cento varietà d’olio d’eccellenza, i migliori produttori e le aziende del territorio, e la comodità di avere tutto a portata di click. Sono queste le caratteristiche – riunite insieme – de “I luoghi del maestro d’olio”, prima guida internazionale online sull’olio extravergine d’oliva e sui territori degli oli franti nell’ultima produzione del 2010. Un progetto che nasce dall’idea di Fausto Borella, esperto di enogastronomia, che racconta oli e territori del nostro Paese, legando i mille sapori dell’extra vergine d’oliva italiano alla storia delle zone dove viene prodotto uno dei simboli del made in Italy. Novità assoluta della guida, la possibilità di consultare il materiale direttamente in rete, oltre al vantaggio di avere a disposizione un prodotto in costante aggiornamento. La guida può essere reperita soltanto sul sito www.iluoghidelmaestrodolio.it al costo di otto euro. Al momento dell’acquisto l’utente riceverà ‘user name’ e password per accedere ai contenuti da qualsiasi connessione. Non si tratta del classico manuale per conoscere gli oli d’eccellenza, ma di un vero e proprio prontuario turistico, che invita a viaggiare e vivere direttamente i luoghi dove gli oli vengono prodotti, apprezzando sia gli altri prodotti tipici, sia le bellezze del posto visitato. Per i veri appassionati, il lavoro di Fausto Borella contiene anche qualche consiglio su come mantenere inalterato nel tempo il caratteristico sapore delle varietà di olio sparse in tutta Italia, oltre agli abbinamenti gastronomici ‘ad hoc’. Nella guida trovano posto d’onore gli oli della Sicilia, quelli della Puglia – abbinabili a numerosi piatti – e quelli della Toscana, oltre a dodici aziende ‘eccellenti’ che hanno ottenuto la corona di ‘Maestro d’Olio’, riconoscimento attribuito da Fausto Borella ai migliori produttori d’olio. Tra questi, quattro sono in Toscana (Fattoria di Fubbiano a Lucca, Fonte Veneziana ad Arezzo, Fattoria di Felsina Berardenga, Clivio degli Ulivi a Capalbio), due in Sicilia (Planeta Menfi, Mandranova Palma di Montechiaro) e gli altri in Puglia (Fratelli Ferrara di Trani), Campania (Madonna Dell’Olivo a Serre), Umbria (Villa della Genga Poreta a Perugia), Trentino (Madonna delle Vittorie di Arco), Lombardia (Comincioli di Puegnano del Garda) e Veneto (San Casciano di Mezzane di Sotto). “Per ottenere un olio di grande livello – ricorda Fausto Borella - è comunque fondamentale che l’oliva sia portata al frantoio al massimo dodici ore dopo la raccolta”. La guida, già disponibile in tre lingue (italiano, inglese e tedesco), nelle prossime settimane sarà tradotta anche in francese e spagnolo.

Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Anteprime 2011: i vini toscani si presentano

by ncurradi 9 febbraio 2011 09.51



Febbraio è il mese canonico delle Anteprime per le nuove annate delle Docg toscane Nobile di Montepulciano, Vernaccia di Sangimignano, Chianti Classico e Brunello di Montalcino.
L’inizio è previsto domenica 13 e lunedì 14 alla Fortezza di Montepulciano (SI) con la XVII  edizione dell’Anteprima del Vino Nobile, che vede “in passerella” l’annata 2008 e la Riserva 2007, che vantano rispettivamente le 4 e le 5 stelle.
In contemporanea, lunedì 14, si svolgerà l’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano (SI) vendemmia 2010 e Riserve dal 2009 in poi. Come ogni anno, nella Sala Dante del Museo d’arte moderna e contemporanea De Grada, si terrà una degustazione comparativa tra il grande bianco toscano e altri vini dal mondo. Questa sarà la volta dei bianchi di Calce, piccola località nel Sud de France (Aoc Roussilllon).
Mercoledì 16 si prosegue, nella cornice della Stazione Leopolda di Firenze, con Chianti Classico Collection. La tradizionale kermesse delle etichette del Gallo Nero prevede circa 130 Cantine che presenteranno le ultime annate uscite sul mercato e le anteprime da botte di una vendemmia 2010 dalle grandi aspettative.
Per concludere, venerdì 18 a lunedì 21, a Montalcino (SI), patria del Brunello, si potranno assaggiare l’annata a 5 stelle 2006 e la Riserva 2005 di questo grande vino, che vanta, al pari del nostro Paese, ben 150 di storia. Per l’occasione alcuni dei protagonisti di questo territorio parleranno del suo straordinario successo a livello mondiale, in un talkshow dal titolo “150 anni d’Italia – 150 anni di Brunello”, in programma il 18 mattina al Teatro degli Astrusi.
Per informazioni: www.consorziovinonobile.it, www.vernaccia.it, www.chianticlassicocollection.it, www.consorziobrunellodimontalcino.it
Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Rocca delle Macie, passione per il vino

by fdelbimbo 7 febbraio 2011 08.35

La trattoria “Da Burde” di Via Pistoiese a Firenze ha ospitato nei giorni scorsi una serata speciale tutta dedicata ai vini di Rocca delle Macie  Si tratta di‘ un’azienda giovane e dinamica che in 25 anni è riuscita ad affermarsi nel panorama della viticoltura toscana. Originari della puglia, ma residenti a Roma, i fratelli Zingarelli, figli di Italo, hanno deciso nel 1985 di continuare la fiorente attività intrapresa dal padre, dando vita ad un’azienda vitivinicola nel cuore del Chianti Classico. La prima vendemmia è avvenuta nel 1978, con ottimi risultati, con produzioni che ottengono numerosi riconoscimenti anche a livello mondiale. Oggi l’azienda dispone di 600 ettari di cui 200 coltivati a vigneto e 80 ad oliveto, suddivisi in 6 tenute: Le Macie, Sant’Alfonso, Fizzano, lòe Tavolelle nel Chianti Classico, Campomaccione e Casamaria in Maremma.
I vini offerti in degustazione, abbinati aglòi ottimi piatti di cucina toscana dei cuochi di “Da Burde”, erano Occhio a Vento – Vermentino di Maremma Toscana IGT 2009, Tenuta Sant’Alfonso Chianti Classico Docg 2007, Ser Giovato Toscana IGT 2001 e 2005, Chianti Classico Riserva Docg 1997 e il Vin Santo Chianti Classico Doc 2005. Non mamcava l’olio extravergine d’oliva 2010.
Con i suoi 3 milioni e mezzo di bottiglie prodotte ogni anno Rocca delle Macie prosegue il suo percorso di successo per il 2011 nel panorama vitivinicolo.
Info: www.roccadellemacie.com
Digg It!DZone It!StumbleUponTechnoratiRedditDel.icio.usNewsVineFurlBlinkList

Vota questo post per primo

  • Currently 0/5 Stars.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Tags:

Enogastronomia

Copyright © 2008 - Toscana & Chianti News / Web & Press Edizioni S.r.l. / P.iva 04455680480
Sede Legale: Via Kassel 17/7 - 50126 Firenze / Tel. 848 808868 / Fax 055 6822333

Toscana in Cartellone

Gli eventi in Toscana, manifestazioni musicali, festival, sagre, rievocazioni storiche, mostre d'arte. Curato dalla redazione di Toscana & Chianti News

Special Sponsor