Alla Specola una scultura di Maya Portner

by fdelbimbo 5 gennaio 2009 10.10
Maya Portner svolge la sua attività di artista ed insegnante a Honolulu, Hawaii. Si è laureata nel 2000 alla Washington University School of Art in scultura, ed ha ottenuto il Master di Belle Arti nel 2006 presso l’University of Hawaii a Manoa, USA. Maya Portner ha studiato alla Haystack Mountain School of Craft, nel Maine, USA nel 2003 e 2006, al Centro Linguistico Italiano Dante Alighieri e all’ Università di Firenze nel 2004. Recentemente ha preso parte con altri 24 artisti internazionali alla Holland Paper Biennial 2008 a Rijswijk, Olanda.
Nella primavera del 2004, Maya Portner ha frequentato la Sezione di Zoologia “La Specola” del Museo di Storia Naturale di Firenze per studiare la collezione ceroplastica. Come tanti artisti prima di lei, Maya vede le cere come capolavori di scultura che ispirano a creare opere evocanti la sensazione misteriosa del guardare dentro al proprio corpo.
‘Lo Spellato’ e stato la vera fonte di ispirazione per “Anatomize.” Per imitare il carattere materiale dello Spellato, l’artista ha sviluppato un metodo per tagliare la carta fatta a mano impregnata di cera. “Anatomize” rappresenta un collegamento sistematico fra resistenza, tenuita’ e delicatezza.
“Anatomize” e’ stata creata tagliando la carta con un metodo riduttivo. Attraverso questa “dissezione artistica,” la forma tridimensionale è svelata dal foglio di carta. Il processo di sezionamento simbolizza un’analisi scientifica finta che spinge al limite strutturale il materiale che infine si anima quando diviene un carcassa di carta.
L’idea della carcassa di carta viene dalla cartografia. Le linee collegate combinate col materiale che assomiglia alla pelle umana propongono un’analogia fra corpo e terra, fra anatomia e cartografia. Il motivo come elemento visuale non è casuale: il motivo implica ordine, struttura, significato, ragione e idee.
Un'analogia tra corpo e terra, tra anatomia e cartografia. Esposizione di una scultura di Maya Lea Portner
Dal 7 gennaio al 30 giugno 2009
Sezione di Zoologia ‘La Specola'
via Romana, 17 Firenze
Orari di apertura: lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica dalle ore 9,00 alle ore 13,00; sabato dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Mercoledì chiuso.
Info: 055 2346760
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Esposizioni & Mostre

Al Museo degli Argenti una mostra dell'orafo Martinazzi

by fdelbimbo 5 gennaio 2009 10.01
Il Museo degli Argenti ospita dal 20 gennaio 2009 una retrospettiva dell’artista orafo e scultore Bruno Martinazzi nelle prestigiose Sale di Rappresentanza dell’appartamento d’estate della residenza granducale. L'esposizione si intitola "Mensura, numero et pondere". Al valore scenografico dell’architettura dipinta si affida la magnificenza dell’insieme, aperto a incredibili soluzioni di spazi che bene accolgono, e in perfetta coerenza, l’oro e l’argento di Martinazzi, valorizzandone la bellezza espressa secondo principi di chiarezza formale, di simmetria e di calcolata armonia nella distribuzione degli elementi compositivi. La sua immaginazione si struttura secondo quel senso della proporzione, del limite e della misura che si è rivelato una costante della sua arte, nella sua magistrale pratica di accordare una norma proporzionale, geometrica alla ricerca naturalistica.
Ridotto a eco e impronta nei suoi gioielli, l’elemento umano è presenza fisica incombente, che sia un dito che si piega o un occhio che fissa, una mano che si apre o una bocca sigillata. Di questa umanità decostruita e naufraga, Martinazzi è interprete in ogni sua creazione, cosicché la forma, anche dov’è tagliante e severa, rivela pur sempre l’ascolto affettuoso e la pietà.


Museo degli Argenti Palazzo Pitti
Fino al 1° marzo 2009
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Esposizioni & Mostre

Workwear, un progetto di Pitti Immagine alla Leopolda

by fdelbimbo 30 dicembre 2008 10.31

La Fondazione Pitti Discovery presenta WORKWEAR. LAVORO MODA SEDUZIONE, una mostra curata da Oliviero Toscani con La Sterpaia, Bottega dell'Arte della Comunicazione e da Olivier Saillard, curatore del Musée Des Arts Decoratifs – Paris, che sarà inaugurata alla Stazione Leopolda di Firenze il 13 gennaio 2009, in occasione della 75esima edizione di Pitti Immagine Uomo.

"WORKWEAR, commenta Alfredo Canessa, presidente della Fondazione Pitti Discovery, si ricollega idealmente ai grandi progetti di Discovery e di Pitti Immagine dedicati alla moda come fenomeno stilistico, sociale, culturale: penso a Uniforme, a Excess_ moda e underground degli anni Ottanta, a Lo Sguardo Italiano - mostre e libri che hanno indagato le fonti di ispirazione per chi crea moda e anche il modo in cui i prodotti e l'estetica della moda hanno a loro volta influenzato artisti, fotografi, comunicatori di vario tipo.

E WORKWEAR conferma anche la vocazione di Firenze a promuovere una cultura contemporanea della moda con progetti di qualità curatoriale, un programma che non riusciremmo a realizzare se non avessimo partner che credono in noi e nella città, come l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ancora una volta è vicino al nostro Gruppo e segue con intelligenza e fiducia l'evoluzione delle nostre strategie culturali".

I protagonisti di WORKWEAR LAVORO MODA SEDUZIONE saranno abiti, accessori, immagini e suoni del mondo del lavoro e di quello della moda, chiamati a dialogare tra loro. Il progetto parte osservando come l’estetica semplice e funzionale dell’abbigliamento da lavoro, nato per assecondare i movimenti del corpo e per proteggerlo, sia una fonte d’ispirazione inesauribile per la moda fin dagli inizi del Novecento. Le citazioni e i richiami al workwear sono infiniti, tanto nella moda maschile quanto femminile, ma non si tratta di un excursus storico sull’abito da lavoro, quanto piuttosto di una rappresentazione di analogie e similitudini tra forme e materiali, di un gioco di scambi, rimandi e ispirazioni reciproche tra i due mondi.

Posizionati su pancali per la movimentazione delle merci, su piani di lavoro, in legno e in metallo, verranno esposti in modo spettacolare - giocando sulle grandi quantità e sulla originalità delle forme e dei materiali - i capi d’abbigliamento e gli oggetti per ogni ambiente lavorativo.

In mostra, selezionati da Oliviero Toscani con La Sterpaia, Bottega dell’Arte della Comunicazione:

300 diversi completi da lavoro, alcuni dei quali con un incredibile impatto visivo: dalle tute ignifughe da attraversamento in fibra multistrato allo scafandro articolato, dalla tuta spaziale a quelle da pompiere, dalla tenuta da pescatore e da infermiere.

2.500 circa i dispositivi di protezione, tra elmetti, maschere da saldatura, grembiuli e guanti (in maglia di ferro per la lavorazione delle carni, ad esempio), maschere-visiere (protettive in vetro stratificato, etc.), scarpe con soletta e puntale antiperforazione, etc. etc...

15.000 le immagini, selezionate dagli archivi Corbis, image provider del progetto, che si susseguiranno: dagli scatti agli spezzoni di film e di video in cui è protagonista il mondo del lavoro.

60 schermi sospesi, sui quali contemporaneamente saranno proiettate foto e video legati al lavoro.
Selezionati da Olivier Saillard con il contributo di Maria Luisa Frisa, per la parte italiana, circa 70 capi delle griffe più prestigiose: da Prada a Krizia, da Armani a Moschino, da Comme de Garçons a Yamamoto, da CP Company a Stone Island.

Gli abiti saranno ordinati per temi e rimandi - la tasca, il grembiule, la maglia metallica… - e la loro presentazione sarà a volte tecnica, industriale, seriale, a volte più poetica, altre volte ancora glamorous, come in una passerella. Alle pareti delle navate saranno i video di sfilata a mettere in evidenza gli elementi che la moda ha assorbito e ripreso dal mondo del lavoro.

WORKWEAR è anche un invito a riflettere sul tema della sicurezza. Ci sono persone che lavorano in condizioni difficili, pericolose, poco agevoli, particolari, estreme, e ci sono aziende che producono capi e accessori per proteggere e tutelare queste persone dai rischi e dai pericoli che corrono. Per questo la mostra dedicherà un’attenzione particolare alla ricerca, all’innovazione tecnologica sui tessuti, sui materiali e sul design dell‘abbigliamento da lavoro, che per la sicurezza e la protezione di chi lavora è di enorme, talvolta vitale, importanza. E così come la moda si ispira al mondo del lavoro, allo stesso tempo ci sono moltissimi capi d’abbigliamento da lavoro che guardano alla moda per essere indossati più volentieri, proprio da chi deve usarli per proteggersi.

A fare da scenografia alla mostra è la Stazione Leopolda, un tipico spazio di archeologia industriale, costruita come stazione ferroviaria e successivamente riconvertita a officina meccanica, che mantiene inalterate le atmosfere e le strutture del luogo di lavoro.

La mostra sarà accompagnata da un libro/catalogo pubblicato da Marsilio Editori e Fondazione Pitti Discovery nelle lingue italiano e inglese.
Oltre ai testi dei curatori, sarà in catalogo una ricerca iconografica sul tema del lavoro, in termini storici e come fonte d’ispirazione per la moda.

Sede dell'evento è la Stazione Leopolda a Firenze 14 gennaio / 8 febbraio 2009

Orari: mar-mer-gio 10.00-15.00 - ven-sab-dom 10.00-18.00

Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito

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Eventi speciali

Un 2009 non nero, ma grigio scuro nelle riflessioni di C. Martini

by fdelbimbo 30 dicembre 2008 10.24

Crisi economica, ma anche crisi della politica. Sono i due temi principali intorno ai quali si è sviluppata la maggior parte delle riflessioni del presidente della Toscana Claudio Martini, nell'incontro di fine anno con i giornalisti, che si è svolto a Palazzo Sacrati Strozzi il 29 dicembre scorso.

"Non possiamo prescindere dalle pesante situazione che vive la nostra economia. Tutti i nostri maggiori sforzi sono orientati a combattere la crisi che si è abbattuta anche sulla Toscana, nei limiti che le nostre competenze ci permettono. Dalla crisi dobbiamo comunque cercare di uscire cogliendo anche le opportunità» ha detto il presidente toscano, che prevede un 2009 “non nero ma comunque grigio scuro, o almeno mediamente scuro”.

La crisi in fondo, ci insegna l'etimologia greca, non è per forza solo negativa: è soprattutto un momento di cesura. E così, dopo aver ricordato i provvedimenti a sostegno del credito e dell'economia e le misure che saranno prese a gennaio a sostegno dei lavoratori rimasti senza impiego, Martini parla della «rinnovata attenzione per l'economia reale», della «nuova possibile fase di collaborazione tra Stato e mercato» e dei consumi «più qualificati e meditati» che sono le opportunità che la crisi ci consegna.

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Eventi speciali

L'ultima amante di Giuseppe Garibaldi

by fdelbimbo 29 dicembre 2008 09.34

Che Giuseppe Garibaldi fosse un tombeur de femmes cosa risaputa. Che da bravo marinaio avesse donne in ogni porto verosimile. Oggi all'elenco delle sue conquiste si va ad aggiungere una seconda nobildonna inglese (era gia stato fidanzato con una lady negli anni successivi al suo esilio in terra statunitense).

Si chiamava Emma Collins, fu la vicina di casa a Caprera e, con il marito, gli vendette l'intera isola. Alcuni biglietti "affettuosi" dell'eroe risorgimentale a lei diretti sono stati ritrovati a Roma presso l'archivio dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano dalla giornalista e scrittrice romana Barbara Minniti che basandosi proprio su quelle righe ha costruito un romanzo storico, Casa Collins. Le memorie della "segretaria inglese" di Garibaldi, recentemente pubblicato da Polistampa. Quegli scritti autografi sono ora visibili sul suo sito www.barbaraminniti.info

A confermare quello che i biglietti possono solo far maliziosamente intuire, anche un articolo apparso nel 1916 sul New York Timeso in cui un amico intimo del Generale, Achille Fazzari, rivela la storia d'amore tra i due. Ad essere precisi sarebbe stata la Collins, dopo la morte del marito, a innamorarsi di Garibaldi e prova ne sarebbero le numerose lettere da lei spedite, come afferma Fazzari nell'articolo.

Di queste lettere d'amore, pero, non ne e' rimasta neanche una, mentre al Vittoriano sono stati ritrovati i biglietti di Garibaldi all'inglese, alcuni sicuramente molto confidenziali e con toni che lasciano intuire un rapporto piuttosto intimo. Fu la Collins del resto ad aiutarte l'eroe a fuggire da Caprera nel 1867, prima della battaglia di Mentana, e a ospitarlo un'intera notte in casa sua, come racconta lui stesso nelle sue Memorie. "Non e' escluso - sostiene la Minniti - che le lettere della nobildonna inglese siano state distrutte dalla famiglia di Garibaldi dopo la morte dell'eroe per evitare di amareggiare Francesca Armosino, diventata nel frattempo sua moglie".

La relazione con l'inglese, infatti, sarebbe durata anche dopo la nascita di Clelia, nel febbraio del 1867. Lo stesso Fazzari del resto, pur rivelando la storia, sembra poi pentirsene, concludendo che "e' meglio lasciarla nel suo mistero".

I biglietti di Garibaldi fanno parte di un fondo donato all'Archivio dalla nipote di Emma, Fanny Collins, che evidentemente ha conservato almeno quelli poco compromettenti. "Pur conoscendo la storia - dice infine la Minniti - non ho voluto calcare la mano e nel mio romanzo, che racconta la vita a Caprera negli anni cruciali del Risorgimento, l'amore della Collins per Garibaldi e' solo platonico e sostenuto dagli ideali patriottici ai quali anche lei aderi' con convinzione, come tanti suoi connazionali".

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Libri

Il restauro del crocifisso di Santa Croce a Firenze

by fdelbimbo 23 dicembre 2008 10.09

Comincia il restauro, nella cappella maggiore della basilica di Santa Croce di Firenze, cantata dal poeta Ugo Foscolo nei ''Sepolcri'', un ultimo importante cantiere: quello per il restauro del grande Crocifisso ligneo trecentesco attribuito al Maestro di Figline, allievo di Giotto, e che sovrasta il polittico dell'altar maggore.

L'intervento affianchera', per un anno, la fase conclusiva del recupero conservativo dell'intera cappella. Quello del Maestro di Figline e' uno dei grandi crocifissi presenti in Santa Croce: con quello di Cimabue, di Donatello, di Niccolo' Gerini, di Lippo di Benivieni ed insieme ad altre opere dipinte raffiguranti la Passione e la morte di Cristo, caratterizza questa Basilica intorno al tema della croce, tema di tanto valore e significato nel pensiero francescano.

La tavola dei primi decenni del Trecento, dipinta a tempera, misura 4,73 metri per altezza e 3,84 metri per lunghezza.

Il nuovo intervento si aggiunge cosi' al grande progetto di restauro degli affreschi di Agnolo Gaddi, nella cappella Maggiore - restauro che ha avuto inizio nel 2005 e la cui conclusione e' prevista nel 2010 - e delle grandi vetrate istoriate. La Fondazione Friends of Florence sponsorizzera' integralmente tutte le spese dell'intervento: il restauro, la realizzazione del nuovo ancoraggio per la movimentazione, i rilievi e le indagini scientifiche che saranno realizzati nel corso del restauro. Il costo previsto di tutta l'operazione e' di 162 mila euro.

Il restauro, che avra' inizio nel gennaio 2009, verra' eseguito in loco, in un'area compartimentata sulla platea del terzo piano del ponteggio realizzato per il restauro dei dipinti murali: un ponteggio progettato fin dal 2004 in modo da consentire la futura movimentazione della croce e la sua collocazione in piano per le operazioni di restauro.

L'intervento prevede anche la realizzazione di una struttura di sollevamento meccanico per facilitare le operazioni di monitoraggio e di manutenzione che dovranno essere svolte; a fine restauro la croce lignea verra' fermata su un supporto metallico agganciato ad una catena: sistema gia' realizzato per il crocifisso di Giotto in Santa Maria Novella.

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Eventi speciali

Luca Alinari espone alla Galleria Pio Fedi

by fdelbimbo 19 dicembre 2008 14.02
Anche nel 2008 la casa editrice Polistampa festeggia il Natale ospitando un grande dell'arte contemporanea.

La mostra di Luca Alinari intitolata "Un posto scomodo per dipingere quadri", è aperta a Firenze presso la Galleria Pio Fedi in via de' Serragli 99 dal 20 al 31 dicembre: per la prima volta si possono ammirare una ventina di grandi ‘resina e acrilico su tela’.

Sede dell’esposizione è stata la chiesa di Santa Chiara, eretta nel 1493 da Giuliano da Sangallo.
Sconsacrata in epoca napoleonica, è stata lo studio dello scultore Pio Fedi dalla metà dell'Ottocento. Oggi è un ambiente caratteristico, dove i segni della modernità si sovrappongono a elementi del passato, tra cui un affresco di Giandomenico Ferretti appena riportato alla luce e restaurato dagli studenti dell’UIA, coordinati da Guido Botticelli.

Da sempre appassionato di arte, Mauro Pagliai, fondatore nel 1965 della casa editrice, ha scelto per la prima volta nel 1996 di ospitare in via de' Serragli una mostra d’arte contemporanea.
Aveva appena terminato i restauri e adibito l'edifico a stamperia (le cui tracce sono ancora leggibili). Da allora, nel periodo delle festività natalizie, hanno esposto nella Galleria grandi artisti come Scatizzi, Loffredo, Possenti, Guarnieri, Annigoni e Talani.

L'ospite illustre del 2008 è il fiorentino Luca Alinari. Nato nel 1943, vive e lavora nei pressi della città.

La sua prima esposizione ha avuto luogo nel 1969 presso la galleria Inquadrature. Da allora ne sono seguite molte, sia in Italia che all’estero. Tra le più significative quelle tenutesi a Palazzo Vecchio a Firenze (1986), a Palazzo Reale a Milano (1993) e al Museo d’Arte Contemporanea «Villa Croce» a Genova (1995). Da segnalare anche le partecipazioni alla Biennale di Venezia del 1982 e alla Quadriennale di Roma del 1986. Tra le opere più famose un Autoritratto acquistato dagli Uffizi nel 1999 e destinato alla collezione tematica Autoritratti d'Autore, conosciuta in tutto il mondo.
Per l'occasione Alinari ha realizzato il calendario Polistampa 2009.
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Esposizioni & Mostre

Nasce "Toscana Music Office"

by fdelbimbo 19 dicembre 2008 09.23

Nasce con il 2009 Toscana Music Office, il dipartimento della Fondazione Arezzo Wave Italia che opera in aiuto alle piccole e medie imprese che lavorano nella musica in Toscana. Questa nuova struttura, realizzata in collaborazione con Toscana Promozione e Mediateca Regionale Toscana Film Commission, avrà la sua prima presenza pubblica al MIDEM di Cannes, fiera internazionale di primaria importanza nel ‘music business’ dove Toscana Music Office sarà presente con uno stand dal 18 al 21 Gennaio 2009.

Primo strumento del nuovo dipartimento toscano per la musica è la guida ‘Fresh & Italia - Toscana Music Office’: 287 contatti selezionati dalla Fondazione Arezzo Wave Italia nella filiera musicale toscana: festival, locali, agenzie di booking, artisti, compositori, videomakers, etichette, studi di registrazione e media. Una selezione senza precedenti ad uso degli stranieri che vogliono investire in Toscana: la guida è infatti in lingua inglese e sarà in distribuzione al MIDEM. Copie gratuite della pubblicazione potranno essere richieste gratuitamente da enti, band e aziende anche alla sede della Fondazione Arezzo Wave Italia, di Toscana Promozione e di Mediateca Regionale Toscana.


 Come nel 1997 la Fondazione Arezzo Wave Italia inaugurò l’Italian Music Office rappresentando nel panorama italiano una novità assoluta e presentandosi in Europa come l’unico punto di riferimento istituzionale per l’esportazione della musica italiana all’estero, così Toscana Music Office si candida ad essere una struttura innovativa, in grado di valorizzare al meglio la filiera musicale italiana, ponendosi da struttura di collegamento con i mercati internazionali e mettendo a disposizione il know-how della Fondazione Arezzo Wave Italia, attiva dal 2002 nella promozione della nostra cultura all’estero.

Toscana Music Office ha sede ad Arezzo presso la Fondazione Arezzo Wave Italia. Per informazioni e aggiornamenti: www.italiawave.com

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Musica & Concerti

Cythère di Michele Dantini a Villa Bardini

by fdelbimbo 28 novembre 2008 12.52

Esistono enigmatiche ambivalenze nei rapporti tra mente e mondo, architettura e natura. Costruiamo narrazioni di natura nel cuore stesso delle città e lembi di un perduto splendore sono disseminati nei luoghi della trasformazione sociale, culturale, urbanistica: nelle sedi di corporations e grandi studi professionali, per strade o piazze, all’interno di contesti istituzionali.
Quali gli usi politici e sociali della natura? Quale il desiderio che sospinge le finzioni “biofile”? Nel riflettere sulle pratiche di conservazione e archiviazione, Cythère allude nel titolo al celebre quadro di Watteau e all’isola dimora di Afrodite, al tempo stesso meta di pellegrinaggio e premio d’amore.

Il progetto, realizzato attraverso estensive campagne di ricerca e fotografiche in istituzioni museali dedicate al contemporaneo e contesti spesso poco noti o non accessibili al pubblico, è una sorta di inchiesta selettiva e frammentaria sulla mente umana, un tentativo di saggio di antropologia dell’”immateriale” condotto attraverso l'attenzione alle finzioni di distanza, spostamento, splendore; ai dispositivi, le segnaletiche, le linee di consolidamento o frattura dell'illusione e gli artifici che l'hanno sorretta e generata. Più in generale Cythére riflette sulle complesse relazioni esistenti tra museo e mito, architettura modernista e narrazioni di viaggio, incontro e scoperta. Si muove a ritroso lungo il sottile sentiero genealogico che porta dall’edificio al miraggio; dalle retoriche di allestimento e display al processo mentale destato.

In mostra, negli ambienti di Villa Bardini, uno dei luoghi espositivi più suggestivi a Firenze, una serie completa di fotografie di grande formato e un’installazione di disegni sul tema del viaggio e dell’isola, realizzate da Michele Dantini.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, edito da Gli Ori, con testi di Luigi Fassi e Alberto Salvadori.
BardiniContemporanea rientra nell’iniziativa Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Un’opera fotografica di Michele Dantini sarà esposta a epilogo della mostra di BardiniContemporanea presso Villa Romana.

Michele Dantini. Cythère
a cura di: Alberto Salvadori
Firenze, Villa Bardini, Costa San Giorgio, 2 e 6a
29 novembre 2008-28 febbraio 2009
ingresso gratuito
orario: dal martedì alla domenica 8.15-16.30
chiusa tutti i lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
informazioni: tel. +39 055 2613289
sito: www.bardinipeyron.it

 

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Esposizioni & Mostre

L'ultimo spettacolo al Jack and Joe Theatre di Cerbaia (FI)

by fdelbimbo 27 novembre 2008 09.53

“Affresco Dino Campana”, l’ultimo dei 396 spettacoli, proposti nei 6 anni di vita del teatro, è il recital poetico, proseguo di un primo studio tenuto a luglio, sulla poetica di Dino Campana, il grande poeta di Marradi che, con i Canti Orfici, ha conquistato il mondo.

Adriano Miliani, attore e regista, che da anni fa la sua ricerca sulla poesia del ‘maledetto’toscano dice:“Il mio approccio con il poeta non è stato facile ma insistente, da un paio di anni i Canti Orfici sono diventati la mia ‘ossessione’, mi sono nel cuore come nella mente! Così oggi provo a mettere in scena una lettura che abbia uno spettro un po’ più ampio del poeta, lo definirei un affresco del folle di Marradi.”

La lettura di Miliani, va a toccare i diversi aspetti della vita di Campana, il poeta ed il ‘matto’.

 La sua passione per la pittura, (Campana è anche pittore e di colori parla spesso nei suoi versi e negli scritti, dice:”ad ogni poesia fare un quadro”.
Inoltre i rapporti epistolari con il grande amore Sibilla Aleramo, la critica aspra ed ironica al pensiero del suo tempo, (nei primi anni del ‘900, che lui fosse poeta, non lo sapeva nessuno), ed ancora la scrittura di scherno verso certi editori. Dunque non solo poemi, non solo la poesia ma epistole indirizzate alle più svariate persone, amate e non.

Il recital è accompagnato dal violino del Maestro Roberto Cecchetti , musicista con cui Adriano Miliani collabora da tempo. Le musiche sono in parte originali, altre adatte all’accompagnamento delle dinamiche verbali, spesso filologiche.

Allo spettacolo seguirà un party di ‘commiato’ per ringraziare il pubblico che ha seguito le sue proposte con interesse.


Info: Jack and Joe Theatre di Cerbaia
Ingresso: 10 euro Per informazioni e prenotazioni: 055 826022

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Teatro

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