Una nuova acquisizione agli Uffizi

by ncurradi 20 dicembre 2008 09.39

Il 22 dicembre alle ore 11 viene presentato in S. Piero Scheraggio un Autoritratto di Vittorio Granchi, donato dal figlio Andrea agli Uffizi, per la Collezione degli Autoritratti.
Si completa con questo dono l’omaggio alla figura del grande restauratore fiorentino ricordato - per la passione e competenza profuse nel campo del restauro - nella ricorrenza del centenario dalla nascita con una giornata di studi all’Accademia delle Arti del Disegno lo scorso 20 ottobre.

“Con l’autoritratto di Vittorio Granchi, entra nelle collezioni degli Uffizi l’effigie di un protagonista dell’arte e del restauro del Novecento”, dichiara la Soprintendente Cristina Acidini.

L’Autoritratto con cravatta nera, dipinto nel 1931 nella vecchia casa-bottega di via Palazzuolo è tra i primi autoritratti quello che attesta la precoce compiuta maturità pittorica, basilare strumento per il restauro e in questo caso segno di una sicura sintonia con gli indirizzi della pittura toscana della prima metà del Novecento. L’Autoritratto con la cravatta nera era già stato esposto a Firenze nella mostra all’Accademia delle Arti del Disegno (Vittorio Granchi. Pittore e Decoratore. Opere 1924-1950, 18 dicembre 1992 – 19 gennaio 1993), che aveva fatto conoscere le opere di Granchi decoratore e ritrattista, oltre ad alcuni sin-golari estemporanei documenti storici quali sono le vedute da lui dipinte dell’area devastata dalle distruzioni belliche nell’agosto del 1944.

“La Galleria con questa accessione intende rendere omaggio a un uomo che seppe infondere le sue qualità poetiche nelle due attività che segnarono la sua esistenza: il restauro e la pittura”, dice Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi.

Vittorio Granchi (1908 – 1992), nato in una famiglia dalle profonde tradizioni artistiche, si era formato negli anni ’20 all’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze sotto la guida di Luigi Cavalieri e Giacomo Lolli. La lunga carriera artistica, intrecciata con quella più conosciuta di restauratore, è stata segnata da riconoscimenti e da numerose esposizioni. Dipinti e disegni di Vittorio Granchi sono conservati alla Galleria d’arte moderna di palazzo Pitti, all’Accademia delle Arti del Disegno e presso varie Istituzioni fiorentine.

Il rilevante apporto di Vittorio Granchi, sia per le metodologie che per le specifiche operatività dei restauri, è attestato anche da tanti interventi condotti sui dipinti della Galleria degli Uffizi, come l’elenco dei restauri da lui eseguiti documenta. Dal 1934 quando venne chiamato da Ugo Procacci a far parte della equipe del costituendo Gabinetto Restauri della Soprintendenza alle Gallerie fiorentine, vi prestò la sua opera fino al 1973, conducendo restauri considerati storici, come quelli alle tavole vasariane nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio e i molti di quel durissimo momento operativo costituito dai “salvataggi” delle opere danneggiate dall’alluvione del 1966, come il Crocifisso di Cimabue, definito il “suo momento più alto” da Renzo Chiarelli, allora Soprintendente.

Nell’occasione della donazione dell’Autoritratto, viene a fianco esposto il Ritratto di giovanetto di Lorenzo Lotto, (tolto temporaneamente dalla sala 34 degli Uffizi). Con questo mirabile restauro pittorico, che a distanza di quasi cinquant’anni ne attesta ancora la resistente validità, Vittorio Granchi aveva permesso di recuperare perfettamente la leggibilità dell’opera; e in più gli esami radiografici avevano rivelato la presenza del medesimo volto autografo orientato in altro verso.

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Eventi speciali

Alle Reali Poste il mito di Medusa in mostra

by ncurradi 15 dicembre 2008 15.08

E' aperta al pubblico dal 16 dicembre 2008 al 31 gennaio 2009, nella Sala delle Reali Poste della Galleria degli Uffizi, con ingresso gratuito, la prima edizione del nuovo ciclo dei “mai visti” con la mostra “Medusa. Il mito, l’antico e i Medici”.

Dal 2001 la Galleria degli Uffizi si impegna a promuovere piccole e meditate mostre gratuite che permettano di conseguire due obiettivi: il primo è quello di diffondere una conoscenza più articolata della storia della cultura figurativa, di corredo ai grandi nomi ‘mitici’; il secondo è quello di proporre opere poco note o addirittura sconosciute perché conservate nei depositi della Galleria. Questo, per incentivare l’osmosi fra il museo, il suo territorio e il suo pubblico, locale e remoto.

Il dipinto su cui si incentra l’edizione 2008 dei “Mai Visti” è una testa di Medusa di scuola fiamminga che nel Settecento ha goduto di una reputazione molto lusinghiera, essendo stata identificata come un’opera perduta di Leonardo da Vinci nota dalle fonti. Intorno a questo fulcro, la mostra curata da Valentina Conticelli costruisce un tragitto, attraverso testimonianze artistiche archeologiche, grafiche, orafe, glittiche, pittoriche, numismatiche e di corredo militare, che illustrano la fortuna di questo soggetto mitologico in rapporto al collezionismo mediceo.

La mostra non è pensata solo per gli studiosi, ma anche per chi si trova per la prima volta di fronte a opere di importanza artistica eccezionale, fornendo adeguati strumenti per essere autonomi nella comprensione e nella fruizione del messaggio.Due principali livelli di lettura, uno iconografico e uno storico artistico, viaggiano parallelamente attraverso il percorso espositivo che gli architetti di Contemporanea Progetti hanno proposto per l’occasione con un allestimento innovativo in cui il fascino e il mistero del mito sono interpretati attraverso un tragitto coinvolgente di suggestive videoproiezioni.

Naturalmente, niente si sarebbe potuto realizzare senza il contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e degli Amici degli Uffizi, che hanno sposato con tanta libertà intellettuale le politiche culturali della Galleria.

Firenze, Galleria degli Uffizi, Sala delle Reali Poste, 16 dicembre 2008 – 31 gennaio 2009

Apertura feriale e festivo: 10 – 17 Chiuso: lunedì, Natale e Capodanno

Ingresso gratuito Informazioni: Amici degli Uffizi Tel. 055 213560

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Esposizioni & Mostre

I Bandierai degli Uffizi alla Sala d'Arme di Firenze

by ncurradi 26 agosto 2008 17.07
Dal 30 Agosto al 10 settembre nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio e dall' 11 al 30 settembre in Palagio di Parte Guelfa a Firenze, con orario 10:00 – 18:00 ad ingresso libero, saranno esposte oltre 150 fotografie ed alcuni video, vecchi costumi e strumenti, che ripercorrono i 35 anni di storia dei “Bandierai degli Uffizi”, gli sbandieratori ufficiali di Firenze e del Calcio Storico Fiorentino.

“Bandierai degli Uffizi – Trentacinque anni di storia – Bandiere e Tamburi a Firenze” è un’esposizione che ripercorre ogni momento della vita del gruppo e fa parte dei festeggiamenti che il Comune di Firenze e l’Assessorato alle Feste e Tradizioni Fiorentine hanno voluto fortemente in occasione dei 35 anni dell’attività dei Bandierai degli Uffizi.

La mostra nasce in omaggio al grande legame che in questi anni è cresciuto e si è consolidato con Firenze. Iniziando dalla scelta dei luoghi espositivi, palazzi da sempre sede del governo della città, i Bandierai degli Uffizi con questa mostra vogliono ricordare, a tutti, la grande tradizione fiorentina del maneggio della Bandiera, delle sue origini e tradizioni militari, poi ingentilite, oltre a tutte le occasioni nelle quali sono stati chiamati a rappresentare Firenze e l’Italia nel mondo. Ma la tradizione nella quale si ritrovano ogni anno e trasmettendo clamorose emozioni è sul “sabbione” di Piazza di Santa Croce, quando si gioca “il Calcio in Costume” ed in Piazza del Duomo quando nel giorno di Pasqua, ogni anno si rinnova la tradizione millenaria dello Scoppio del Carro.

La mostra fotografica ripercorre la storia di questi 35 anni di intensissima attività e illustra le radici e le tradizioni, nel dettaglio delle 16 Magistrature che essi rappresentano. I Bandierai degli Uffizi fanno parte del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino, il gioco tradizionale di Firenze. Unici a rappresentare Firenze per il preciso significato storico dei costumi e delle insegne, possono annoverare nel ricco curriculum, presenze a numerose ed importantissime manifestazioni sia sportive che storico-rievocative. Oltre alla tradizionale presenza scenografica e atletica, sono fondamentali le motivazioni di natura culturale che animano i Bandierai degli Uffizi. All’origine, ogni bandiera riportava l'insegna di una delle 16 principali Magistrature; dal 2002 si è passati a quello che è l'attuale aspetto dei vessilli, suddivisi in due tipologie ognuna raffigurante otto delle sedici Magistrature originali col Giglio Guelfo di Firenze al centro. Grandi sono le motivazioni storiche, atletiche e culturali che spingono gli “Alfieri” e i “Tamburini” dei Bandierai degli Uffizi a continuare nella loro preziosa attività, perché oltre all’orgoglio di farne parte, essi rappresentano unicamente e storicamente il Calcio Storico Fiorentino e Firenze.

Conosciuti in tutto il mondo si sono esibiti durante le celebrazioni del Columbus Day in America, il gruppo ha mostrato tutta la sua abilità anche all'apertura dei Campionati Mondiali di calcio in Spagna, Messico, Italia e Francia, per importanti eventi culturali in Giappone e Brasile, riportando ovunque successo e simpatia in nome, non solo del Calcio Storico Fiorentino, ma di Firenze tutta.

www.bandieraidegliuffizi.it
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Esposizioni & Mostre

Uffizi: restauro "aperto" per il Laocoonte

by nfondelli 29 luglio 2008 18.27
E' partito ai primi di luglio il restauro del gruppo marmoreo del Laocoonte di Baccio Bandinelli, opera tra le più note della Galleria degli Uffizi e copia del famoso Laocoonte ellenistico, scoperto sul Colle Oppio a Roma, nel 1506 e conservato ai Musei Vaticani.
Per non privare il pubblico di uno dei capolavori della Galleria è stato scelto, eccezionalmente, di allestire in loco il cantiere di restauro rendendolo così “aperto” ai visitatori, che volendo, possano assistere e conoscere più da vicino il lavoro dei restauratori.

Lo spazio del cantiere è delimitato da un diaframma - in modernissimo materiale in fibra termotesa chiara - dotato di pannelli informativi sulle fasi dell’operazione e di una finestra trasparente, per osservare direttamente i restauratori all’opera.

Oltre al Laocoonte saranno restaurate altre quattro opere della testata del terzo corridoio, non meno importanti, tutte antiche e provenienti dalle collezioni medicee: una scultura raffigurante il Cinghiale, copia di un bronzo di epoca ellenistica che fu modello per la celebre opera di Pietro Tacca, eseguita per la fontana del Mercato Nuovo, universalmente nota come "il Porcellino"; un Ercole rappresentato al termine delle proprie fatiche, sull’esempio dell’Ercole Farnese e due ritratti virili, entrambi databili intorno al I secolo dopo Cristo e rappresentanti due uomini in età matura.

I restauri delle opere, sotto la direzione dei lavori di Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi, di Antonella Romualdi, Direttore del Dipartimento dell’antichità classica e di Francesca de Luca, Direttore del Dipartimento dell’arte del Cinquecento e del Seicento, saranno eseguiti da Alberto Casciani per il Laocoonte, da Paola Rosa per il Cinghiale, da Giovanni Boni per l’Ercole Farnese e da Daniela Manna per i due busti. Il progetto del cantiere è di Antonio Godoli, mentre le indagini preliminari sul gruppo di Baccio Bandinelli sono state fatte da Marcello Picollo dell’Istituto Iroe e da Susanna Bracci del Cnr.

 “Si tratta – dice Natali – di un’operazione fra le più importanti intraprese dalla Galleria nell’ottica della rilettura degli ambienti che saranno emblematici degli Uffizi di domani. Dopo il riordino della Sala della Niobe, dopo il Ricetto delle Iscrizioni e la Sala dell’Ermafrodito, dopo il restauro della scala lorenese, l’attuale intervento aspira a restituire alla testata del corridoio di ponente l’antica nobiltà che le pertiene”.

Nell’ambito del ripristino dell’arredo della testata del terzo Corridoio della Galleria, saranno restaurati anche i dipinti della serie aulica collocati in quella zona: il Ritratto di Francesco de Medici (1594 – 1614) raffigurato all’età di sette anni insieme a un cane e il Ritratto di Giovan Carlo de’ Medici (1611 – 1663) giovinetto in veste di Cavaliere di Malta, entrambi di Giusto Sustermans (Anversa 1597 – Firenze 1681).

Anche questi restauri saranno possibili grazie all’associazione Amici degli Uffizi e dei Friends of Uffizi Gallery Inc che hanno contribuito all’intera operazione con un finanziamento di 160.000 euro circa.

Gruppo marmoreo del Laocoonte, Baccio Bandinelli, Galleria degli Uffizi, Terzo Corridoio
Orario: dalle ore 8.15 alle 18.50, lunedì chiuso.
Informazioni: Welcome desk 055/213560 - 055/284034 
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Esposizioni & Mostre | Eventi speciali

Agli Uffizi l'autoritratto di Pedro Cano

by nfondelli 29 luglio 2008 11.37
L'autoritratto di Pedro Cano entra a far parte della collezione dei ritratti d'artista della Galleria degli Uffizi in parte esposta nel Corridoio Vasariano. La cerimonia di donazione al museo fiorentino si è svolta giovedì 17 luglio alle ore 11.00 presso la Chiesa di San Pier Scheraggio, dove l'artista ha consegnato l'opera agli Uffizi.

 Si consolida ulteriormente il legame di Pedro Cano con la città, dal momento che entra con il suo autoritratto a far parte della preziosa collezione conservata alla Galleria con oltre 1600 ritratti dal tempo dei Medici ai giorni nostri.
L'artista spagnolo, ha inaugurato lo scorso 19 giugno, alla Sala d'Arme di Palazzo Vecchio la mostra "IDENTITA' IN TRANSITO", in esposizione fino al 2 agosto. Organizzata dall'Associazione Kromata e dalla Galleria Falteri, la nuova mostra di Pedro Cano, realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, si offre come un corpus unico di persone senza volto, idea nata in sette anni di lavoro dalle immagini dei primi sbarchi dei clandestini sulle coste italiane, 20 oli di grande formato (m. 2x1.20) e 30 tecniche miste su carta (cm 40x40) oltre a 10 opere visibili come appendice della mostra presso la Galleria Falteri.

"L'arrivo dell'autoritratto di Pedro Cano – dichiara il Soprintendente Cristina Acidini - alla collezione degli Uffizi vi fa risuonare la nota sobria e preziosa della sua pittura, come sempre severa e magnifica insieme. Il suo volto dall'occhio vivido,corrucciato nel cipiglio che gli conosciamo, è di quelli che non si dimenticano.

"Pedro – dice Antonio Natali, Direttore degli Uffizi - con le Città invisibili (epifanie dei luoghi di Calvino esposte nel 2005 nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio) e Identità in transito (ritratti di coloro che nelle 'città invisibili' potrebbero essere nati, ora esposte nella stessa Sala d'Arme proprio in questi giorni) dipinge un dittico di sé. Lui, nomade di paesi e di stagioni.
 L'Autoritratto donato agli Uffizi propone un'immagine frontale dell'artista. Ma le sue sembianze potrebbero misteriosamente esser cavate dagli uomini esibiti a Palazzo Vecchio: figure di cui non sarà l'identità anagrafica il lato da indagare, bensì la ragione che n'ha determinato una ripresa di spalle e quel loro quieto allontanarsi. Ci si dovrà infatti chiedere se siano attori che alludono a un'umanità esiliata dalla miseria e che nel viaggio intrapreso verso lidi stranieri ha perso la propria identità (come Pedro, col titolo scelto per la serie, intende ribadire) o se non siano piuttosto gl'interpreti d'un dramma che l'artista ha messo in scena per raccontare se stesso".
"L'estate ha prodotto un nuovo arrivo agli Uffizi, l'autoritratto dell'artista spagnolo Pedro Cano" - ha dichiarato Giovanna Giusti, Direttore del Dipartimento dell'arte contemporanea degli Uffizi. L'espansione del quadro in orizzontale impegna uno spazio svuotato che accompagna un volto seriamente inquisitorio. Guarda cupo oltre il visibile, l'artista, che pare interessarsi non certo a fisiche evidenze, ma ad un bilanciamento – nel volto dimezzato - tra presente e futuro, oppure passato chissà, mentre l'accecante biancore di una camicia-anima fa da contrasto al tono monocromatico dell'insieme".

Pedro Cano è nato nel 1944 a Blanca, una piccola cittadina della provincia spagnola di Murcia e ha iniziato a dipingere a 10 anni come autodidatta. Ha studiato all'Accademia San Fernando di Madrid e all'Accademia delle Belle Arti spagnola di Roma. Ha vissuto in Spagna, America Latina e Stati Uniti, ma risiede ad Anguillara, una piccola cittadina a 30 chilometri da Roma di cui è stato nominato cittadino onorario. Ha esposto in tutto il mondo, curando anche le scenografie di alcuni allestimenti teatrali come "Le Memorie di Adriano" di M.Yourcenar con la regia di Maurizio Scaparro. E' membro dell'Accademia Real di Belle Arti di Santa Maria Arrixaca ed e' stato insignito dal re Juan Carlos dell'Encomienda de l'Orden de Isabella Cattolica. 
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Eventi speciali

Venere e il Drago: gli Uffizi in un libro

by nfondelli 29 luglio 2008 11.22
Presentato a Palazzo Medici Riccardi il libro di Amyel Garnaoui dal titolo "Venere e il drago. I capolavori degli Uffizi raccontati ai ragazzi" svela i misteri e i segreti di dieci grandi capolavori della Galleria degli Uffizi in chiave divertente ed istruttiva , dedicata ai ragazzi.

Otto opere importanti degli Uffizi sono state "smontate" e presentate nei loro contenuti complessi, nelle loro curiosità e nel loro valore, per essere poi "ricostruite" per una piena comprensione del loro intrinseco significato. Il risultato, frutto della collaborazione fra APT Firenze e Gallucci Editore, è un libro divertente rivolto alle scuole ed alle famiglie.
Secondo il Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi si tratta di un nuovo capitolo del lavoro per avvicinare l'arte alle famiglie, perché Firenze ha bisogno di un turismo giovane e capace di reinventare ogni giorno le bellezze della nostra città.
Per il Presidente dell'APT Firenze Antonio Preiti il volume rappresenta cultura per tutti senza banalizzare nulla, il modo dell'APT di fare marketing della cultura. L'autrice, storica dell'arte nata nel 1969 a Roma da padre tunisino e madre italiana, ha voluto proporre ai giovani (nelle sue intenzioni, anzitutto ai suoi due bambini)un modo diverso di guardare la pittura, isolando ogni volta alcuni dettagli significativi, con un'elaborazione grafica originale, rendendo "vivi" e "parlanti" i quadri esposti.
I musei rischiano, sennò, di presentare solo opere "silenziose", allontanando sempre piu' il visitatore. Le foto delle opere sono state realizzate da Centrica Srl nell'ambito del progetto D.A.D.D.I. 
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Libri

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