Musica d'estate al Parco Sculture del Chianti

by nfondelli 23 giugno 2010 10.01
Un ricco programma di musica offre il Parco Sculture del Chianti a Pievasciata, circa 10 km a nord di Siena, nel suo nuovo Anfiteatro.
Ogni venerdì alle ore 19 fino al 10 settembre, in un’atmosfera molto suggestiva,  si susseguiranno concerti di jazz e di altri generi musicali.
Protagonista delle serate del 16 e 30 luglio e 13 e 27 agosto è Siena Jazz con programmi che variano dal Swing al Funk Fusion.

Il 9 luglio la vocalista fiorentina Titta Nesti ed i suoi musicisti presentano “Canzoni Censurate”, brani come ad esempio “Tulipan” e “Maramao perché sei morto”, che hanno subito in diversi momenti, e in alcuni casi anche per motivi insospettabili, una forma di censura.

La serata del 23 luglio si dedica al Tango argentino con Mya Fracassini, il chitarrista Roberto Pugliese, nato a Buenos Aires e con i ballerini di fama internazionale Mauro Zompa e Sara Masi (coreografia dell’Associazione Tangosiena).

Il 06 agosto Nadia de Sanctis, artista versatile e curiosa di Colle Val d’Elsa, presenta un repertorio accattivante di canzoni sudamericane.
Con brani di Gershwin, Gillespie, Piazzolla, Bernstein ed altri il Florentia Saxophone Quartet riporta gli spettatori il 20 agosto nelle atmosfere fumose dei jazz club e in quelle passionali delle milonghe argentine.

Concludono questa prima stagione concertistica i Willos, Folk Band che mescola le tradizioni musicali irlandesi, mediterranee ed americane, il 03 settembre e la Bluesband Tecarblue il 10 settembre.
Dopo ogni spettacolo un calice di viene offerto dalle Aziende Agricole Dievole, Losi e Borgo Scopeto.
I biglietti costano 7,50 Euro per ogni concerto, per i ragazzi sotto i 16 anni il prezzo è di 5 Euro.

Cornice per gli spettacoli è il nuovo Anfiteatro all’ingresso del Parco Sculture del Chianti, mostra permanente di installazioni e sculture contemporanee. Le opere all’interno del Parco, di artisti internazionali e di vari materiali, sono immerse lungo un percorso di 1 km in un mistico bosco di querce e lecci, perfettamente integrate nella natura circostante.
Il Parco è aperto tutti i giorni, dalle 10 al tramonto.

Info: Parco Sculture del Chianti
Tel. 0577 357151
www.chiantisculpturepark.it
info@chiantisculpturepark.it 
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Eventi speciali | Musica & Concerti

Le più antiche immagini del Chianti? Sono nel Castello di Brolio

by nfondelli 22 dicembre 2009 10.10
E' stato presentato sabato 19 dicembre presso le Cantine Barone Ricasoli di Gaiole il volume “Le più antiche immagini del Chianti. L’albero genealogico dei Ricasoli in una stampa del 1584”, curato da Francesca Marchetti e Donatella Tognaccini e pubblicato dal Centro di Studi Storici Chiantigiani.

Il libro illustra la stampa conservata presso il castello di Brolio nella quale si trova appunto raffigurato l’albero genealogico della famiglia Ricasoli fino al 1584. Gli autori sono due incisori piuttosto famosi all’epoca: don Vito Falcini dell’abbazia di Vallombrosa, autore tra l’altro dell’incisione della celebre mappa di Firenze del cartografo Stefano Buonsignori, e don Epifanio d’Alfiano, anch’esso frate vallombrosano. I due incisori realizzarono la stampa a partire dal disegno fatto dallo storico Scipione Ammirato, che fu incaricato di ricostruire l’albero genealogico di famiglia da Giuliano Ricasoli (1553-1590), paggio presso la corte medicea e in seguito ambasciatore del Granducato a Vienna.

La stampa presenta l’albero con i classici medaglioni con all’interno riportati i nomi dei vari rappresentanti della famiglia Ricasoli a partire dal fondatore Geremia, ma l’interesse del disegno sta soprattutto nella raffigurazione delle 42 località comprese tra Chianti e Valdarno che si trovano alla base dell’albero, e sulle quali si concentra l’attenzione delle due ricercatrici. Si tratta infatti della prima rappresentazione di località toscane ancora oggi esistenti, e che erano a vario titolo collegate alla famiglia Ricasoli.

L’interesse dello studio dunque è tutto di indole iconografica, e Francesca Marchetti e Donatella Tognaccini hanno messo a confronto le rappresentazioni presenti sulla stampa con quelle che dei medesimi luoghi è possibile rintracciare nelle Mappe dei Capitani di Parte Guelfa, realizzate tra il 1580 e il 1595 al fine di ripartire le spese di manutenzione delle strade pubbliche.

Nella stampa Ricasoli i luoghi sono rappresentati in funzione dell’importanza che essi rivestivano per il casato, e alcuni di questi come Brolio, Meleto e Cacchiano appaiono proprio per questo delineati in maniera più particolareggiata di altri. Il castello di Brolio per esempio stupisce per la fedeltà con la quale sono realizzati i potenti bastioni quattrocenteschi a difesa del maniero; gli stessi bastioni che ancora oggi possiamo ammirare.

Le Mappe dei Capitani di Parte Guelfa invece rispondevano a esigenze più prosaiche, e nascevano da schizzi presi sul luogo e rielaborati in seguito, e a volte a distanza di anni. Chiese, case e palazzi vi assumono dunque una forma stereotipata, a parte rare eccezioni.

Nonostante le finalità fossero così diverse, è tuttavia possibile rintracciare similitudini tra la stampa Ricasoli e le Mappe dei Capitani di Parte Guelfa nelle rappresentazioni di alcune località, come nei casi del castello di Vertine e della Badia a Coltibuono.

L’interesse e il fascino del volume sta tutto in questi confronti, ai quali è stata poi aggiunta la fotografia dei luoghi così come appaiono oggi, a distanza di quasi 500 anni.

Il libro si conclude con due appendici che hanno rispettivamente per soggetto due grandi personaggi: Galileo Galilei e Leonardo Da Vinci.

Quest’ultimo nel 1502 circa realizzò la famosa carta “Toscana e Umbria” con prospettiva a volo d’uccello nella quale sono evidenziati in maniera particolare i fiumi e i corsi d’acqua. Leonardo infatti stava studiando un progetto idrico per regimentare le acque in modo da migliorare l’irrigazione delle terre. In questa carta si trovano citati anche luoghi come Brolio, Cacchiano, Vertine, San Polo, Gaiole, San Leolino e Radda, tutti presenti nella stampa Ricasoli. Tuttavia, vista l’estensione del territorio compreso nella mappa, è chiaro che le località segnalate risultano assai schematizzate e non certo utili a fornirne una vera e propria rappresentazione.

Assai curiosa invece è l’appendice dedicata a Galileo, peraltro imparentato alla lontana con i Ricasoli grazie al suo antenato Lodovico che aveva sposato Niccolosa Ricasoli. Il giovane Galileo era amico di Giovanbattista dei Ricasoli di Cacchiano, morto pazzo nel 1590. La sorella ne impugnò il testamento e nei processi che ne seguirono Galileo venne citato come testimone e quindi interrogato per capire quando fossero comparsi i primi segni di squilibrio mentale in Giovanbattista. Proprio nel corso di queste testimonianze emerse un episodio accaduto alla villa della Torricella, presso Nebbiano, che vide Galileo vittima di uno scherzo di Giovanbattista che rischiò di finire in tragedia per il grande scienziato. L’episodio è assai gustoso e riporta alla luce un momento inedito della vita privata di Galileo che strappa un sorriso divertito.
Ma la presenza dei Ricasoli nella vita di Galileo non si limitò agli anni giovanili e agli scherzi un po’ azzaardati, perché proprio Orazio (nipote proprio di quel Giuliano Ricasoli che ordinò la realizzazione dell’albero genealogico di famiglia) fu - secondo quando scrive Luigi Passerini nella sua “Genealogia e storia della famiglia Ricasoli” del 1861 – “uno dei pochi fedeli amici che consolarono gli ultimi giorni del vecchio sublime nel suo ritiro di Arcetri”.
 
Francesca Marchetti – Donatella Tognaccini
“Le più antiche immagini del Chianti.
L’albero genealogico dei Ricasoli in una stampa del 1584”  
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Libri

È ancora Summer Festival...

by nfondelli 8 luglio 2009 10.20
Fino al 30 luglio, ogni giovedì, dalle 20 alle 24, a S. Angiolo Vicolabate è ancora Castelli del Grevepesa Summer Festival con Jazz, Arte, Vino e Prodotti Tipici nel cuore del Chianti Classico.

Ogni giovedì, presso la Pieve di S. Angiolo Vicolabate, dove Ambrogio Lorenzetti dipinse nel 1319 la celebre “Madonna con Bambino”, e dove Coppo di Marcovaldo nel 1256 lasciò la tavola di San Michele Arcangelo, Carlo Fagiani, direttore artistico della rassegna, manda in scena i più importanti jazzisti sulla piazza nazionale ed internazionale.

Sette concerti, durante i quali musicisti italiani e stranieri si alternano sul palco, un programma ricchissimo con Donatella Alamprese, Roberto Cecchetti, Amedeo Ronga e Marco Giacomini in “Ensemble Coincidencia”.

E ancora la chitarra barocca della catalana Clara Sanabras, la batteria di Stefano Rapicavoli, la voce dell’irlandese Harvey Brough o il sax di Daniele Malvisi, per finire il 30 luglio con il clarinetto di Bill Smith, autentica leggenda del jazz contemporaneo.

Insieme alla musica e all’arte va in scena ovviamente il vino, quello della Castelli del Grevepesa, proposto in abbinamento ai prodotti tipici ed alla cucina contadina chiantigiana. “Si ripete un grande evento – ha detto Davide Profeti, direttore generale di Castelli del Grevepesa - che contribuisce ad arricchire quello straordinario connubio di arte e natura, razionalità e spontaneità, elemento imprescindibile della terra chiantigiana: grandi artisti dell’arte musicale e grandi interpreti dell’arte vitivinicola trovano una speciale sintesi, anche quest’anno, alla Castelli del Grevepesa”. 
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Eventi speciali | Musica & Concerti

Chianti: le strade bianche? Da tutelare!

by nfondelli 9 giugno 2009 16.45
In un territorio famoso nel mondo per il suo paesaggio inconfondibile, fatto di colline, vigneti, olivi e cipressi, anche le strade bianche rappresentano un enorme valore aggiunto: nel Chianti persino un semplice viottolo di campagna può essere un investimento, soprattutto per le aziende che devono una buona parte della propria immagine e della propria fama alla straordinaria location in cui sono inserite.

Un concetto che la Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino (www.bancadelchianti.it) ha sposato in pieno lanciando, per prima in Italia, uno speciale finanziamento a tasso agevolato rivolto agli imprenditori locali che intendono restaurarle e occuparsi della loro manutenzione.

“L’obiettivo - spiega Andrea Bianchi, direttore della Banca del Chianti Fiorentino - è proprio quello di incentivare le aziende a investire non solo sui prodotti, ma anche sul territorio, che costituisce un’esperienza ineguagliabile per turisti e viaggiatori.

La nostra è una banca locale, fortemente radicata nel Chianti (le nostre filiali sono esclusivamente qui), e per noi è prioritario rendere il territorio competitivo dal punto di vista della qualità offerta. Per questo, in pieno accordo con i piani di sviluppo regionale, proponiamo strumenti finanziari a tassi agevolati studiati ad hoc per l’agricoltura, dai più classici - come quelli destinati all’impianto di vigneti o all’ammodernamento di cantine - ai più innovativi.

I finanziamenti destinati dalla Banca del Chianti per favorire la valorizzazione e la salvaguardia del paesaggio comprendono, oltre alle strade bianche, la realizzazione di terrazzamenti e muretti a secco, la realizzazione di ippovie, percorsi trekking e ciclabili, la manutenzione di boschi, la piantumazione di alberi autoctoni come lecci e cipressi e la realizzazione di giardini. 
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Eventi speciali

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