Il Treno della Pace a Firenze

by nfondelli 6 settembre 2010 10.32
L’appuntamento è nella storica Stazione Leopolda, uno dei luoghi più suggestivi di Firenze e il treno da “prendere” è il treno della pace, che partirà alle 19 del 19 settembre 2010 con “Take the peace train”, una serata di musica jazz metropolitana, multietnica e non solo. Organizzata dal Jane Goodall Institute Italia, in occasione della giornata mondiale della pace 2010, con il patrocinio dell’UNESCO  della Provincia e del Comune di Firenze, la manifestazione ospiterà musicisti cari agli affezionati del jazz italiano, con la Big Band Camtet, diretta da Alessandro Fabbri - ospiti Barbara Casini, Michela Lombardi, Marco Bini e Diego Carraresi- e a quanti seguono la musica multietnica, con Musipolitana, la band diretta da Alessandro Di Puccio.

Musica e fotografia: alla stazione Leopolda il treno della pace porta anche due mostre eccezionali: Sanganigwa, l’Africa vista attraverso l’obiettivo del fotoreporter Nicola Allegri; e Chimpanzees, immagini rare realizzate dalla stessa Jane Goodall nel Parco Naturale di Gombe, in Tanzania. Sarà inoltre proiettato il video documento “I bambini di Kigoma”, di Giuliana Palmiotta.
La serata sarà presentata dall’attrice Elsa Agalbato. Interverranno Neliana Tersigni, per molti anni inviata della Rai nelle zone di guerra, e la presidente del JGI Italia, Daniela De Donno.

Il Jane Goodall Institute è una organizzazione internazionale fondata nel 1977 dalla scienziata Jane Goodall, Messaggero di Pace per l’ONU, una delle più importanti figure scientifiche nel campo dell’etologia e delle attività in difesa della natura. La sede italiana dell’organizzazione opera in Italia e Tanzania per l’educazione ambientale e umanitaria e a sostegno dei bambini orfani per l’AIDS e di strada della poverissima regione di Kigoma.

Il concerto è dedicato a la “Casa dei Bambini Sanganigwa” di Kigoma (Tanzania) mantenuta dal Jane Goodall Institute Italia. In particolare, i fondi raccolti saranno interamente devoluti al programma “case-famiglia” grazie al quale si vuole permettere ai bambini dell’orfanotrofio di vivere in vere case e non più in dormitori. Ogni anno il Jane Goodall Institute celebra la Giornata ONU della Pace innalzando grandi colombe realizzate in materiale riciclato.
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Eventi speciali

Requiem di Verdi in Piazza della Signoria

by nfondelli 23 aprile 2010 12.32
Il 26 maggio a Firenze, in Piazza della Signoria, il Coro e Orchestra Desiderio da Settignano diretti da Johanna Knauf eseguiranno il “Requiem“ di Giuseppe Verdi.

Il concerto sarà a conclusione di una serie di manifestazioni che l'Associazione fra i parenti delle vittime dei Georgofili organizza tutti gli anni per non dimenticare l'orrore della strage mafiosa del 2003; per l'occasione al Coro e Orchestra Desiderio da Settignano si uniranno coristi e musicisti provenienti dalla Sardegna, dall'Inghilterra e dalla Germania, raggiungendo un organico complessivo di oltre 250 persone.

Il concerto avrà luogo sull'Arengario di Palazzo Vecchio o, in caso di maltempo, nel Salone dei Cinquecento. Il concerto sarà preceduto da una serie di interventi e dovrebbe iniziare verso le ore 22,00. Ingresso libero.
 
Per informazioni: 339.1830285 , corodesiderio@gmail.com, o www.settignano.com/corodesiderio
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Musica & Concerti

Luzi inedito all'archivio di stato

by nfondelli 9 aprile 2010 10.48

"Lasciami, non trattenermi" questo il titolo delle ultime poesie lasciate da quel grande maestro del Novecento che è stato Mario Luzi.

E l'occasione unica per ascoltare questo immenso momento d'arte è da segnare in agenda. Un momento di poesia alta ed assolutamente inedita che offrono con grande professionalità e sensibilità a tutti gli appassionati lunedì 21 aprile alle ore 17 nella Sala Mostre dell'Archivio di Stato gli attori Paola Lamberti, Andrea Amos Niccolini e Massimo Tarducci con l'ausilio del soprano Agnès Minier e del pianista Erik Bertsch interpreteanno l'ultimo Luzi....

Difficile descrivere le emozioni vergate nell'ultimo anno di vita del maestro, solo l'ascolto ci potrà emozionare...

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Eventi speciali

La Corona di Vittoria della Rovere

by nfondelli 17 marzo 2010 11.45
Scoperto un capolavoro d’oreficeria ritenuto perduto da secoli: la preziosa corona in oro, diamanti, smeraldi e rubini, che Vittoria della Rovere, moglie del granduca Ferdinando II de' Medici, fece realizzare nel 1685 per Santa Maria Maddalena de’ Pazzi.

Riemerge dalle pieghe della storia, e ritorna visibile dopo secoli, un preziosissimo capolavoro d’oreficeria ritenuto perduto, "vittima" delle razzie napoleoniche. E' la corona che Vittoria della Rovere, moglie del granduca Ferdinando II de' Medici, fece realizzare nel 1685 per donarla alle Suore Carmelitane di Borgo Pinti, a Firenze, quale segno della sua devozione per Maria Maddalena de' Pazzi.  

La bellissima corona è stata rintracciata, insieme ai documenti che ne testimoniano committenza e caratteristiche, dallo studioso  fiorentino Piero Pacini, il quale ne dà notizia in un articolo di approfondimento, corredato da bellissime fotografie a colori, sul nuovo numero di "Medicea. Rivista interdisciplinare di studi medicei" appena uscito in edicola e nelle librerie.

Studioso della Santa fiorentina, Pacini afferma che la corona – appartenente al patrimonio ecclesiastico - è stata rintracciata dopo più di un secolo di assoluto silenzio e oggi, per la prima volta, sul quadrimestrale dedicato alla dinastia Medici si possono vedere le immagini di questo prezioso capolavoro di oreficeria.

Alcuni dettagliati documenti, scoperti nell'archivio delle Carmelitane di Careggi, hanno permesso allo studioso di ricostruire passo dopo passo la fattura di questo straordinario manufatto artistico che Giovanni Comparini e Giuseppe Vanni - i due orafi più richiesti della famiglia medicea - realizzarono utilizzando ben 30,12 once d'oro.

Queste servirono per creare, con lavorazione a filigrana, la corona che venne tempestata di 655 gioie (tra cui 412 diamanti, 80 smeraldi e 114 rubini) per un costo totale di 1800 scudi, che al cambio attuale significherebbero diverse centinaia di milioni di euro.

Nel suo articolo, Pacini aggiunge che la "riscoperta" dell'oggetto, e della relativa documentazione, sono utili sia per valutare il mecenatismo e l'attitudine religiosa della Granduchessa, sia per ricomporre la storia dell'arte della filigrana e dell'oreficeria a Firenze. Infatti, vanno considerate la dispersione e la distruzione delle corone granducali e della maggior parte di quelle aggiunte alle immagini sacre, dalle quali fortunatamente il "dono" di Vittoria della Rovere a Santa Maria Maddalena de' Pazzi si è miracolosamente salvata.

Nell’estate del 1684 le Carmelitane di Borgo Pinti a Firenze ricevono la visita inaspettata della granduchessa Vittoria della Rovere, con al seguito gli orafi Giovanni Comparini e Giuseppe Vanni. La granduchessa ordina alle suore di farle vedere tutte le gioie della Santa per adattarle su una nuova corona che intende realizzare e donare insieme ad una nuova urna. Dalla cronaca trapela il carattere autoritario di Vittoria delle Rovere che impone la sua volontà alle Carmelitane benché sottoposte all’autorità ecclesiale ma non a quella granducale. Se la realizzazione dell’urna andrà per le lunghe, la corona sarà terminata in meno di dieci mesi, sia per il prestigio dell’ambiziosa granduchessa che per le attese delle Carmelitane.
Per circa due secoli la corona voluta da Vittoria della Rovere sarà mostrata ai fedeli in occasione delle brevi e solenni esposizioni della Santa, mentre successivamente le esposizioni si diraderanno e sulla testa della Santa apparirà una corona più comune, ornata di pietre di scarso valore. I documenti dell’epoca tacciono su questo particolare, ma la rimozione della corona è sicuramente riconducibile a un momento di forti difficoltà economiche del monastero, in cui numerose opere d’arte vengono vendute tra cui anche la corona. Una tarda cronaca del 1902 riporterà infine che il signore che l’aveva acquistata ha disposto che ritorni alla Santa dopo la sua morte, cosa che accadrà per mano degli eredi. Qualche decennio più tardi, sia per lo stato di precarietà causato dai conflitti bellici sia per la paura di furti, sul capo della santa sarà posta una corona più modesta mentre il prezioso oggetto sarà custodito dai responsabili del Patrimonio Ecclesiastico, dove Pacini la riscoprirà dopo quasi due secoli. 
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Eventi speciali

La Forma del libro, dal rotolo al codice alla Laurenziana

by nfondelli 9 dicembre 2009 09.56
Dal 6 settembre 2009 nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze è riaperta al pubblico la mostra La forma del libro: dal rotolo al codice (secc. III a.C. –XIX d.C.) che illustra al grande pubblico, con pezzi provenienti esclusivamente dalle collezioni laurenziane, i materiali e le forme dei supporti della scrittura e del libro in particolare, presenti in Occidente ed Oriente nel periodo compreso tra i secoli III a.C. e XIX. La mostra sarà aperta fino al 10 gennaio 2010.

Si intende così soddisfare le numerose richieste provenienti dal pubblico italiano e straniero di vedere riproposta la mostra già tenutasi nel periodo febbraio – luglio 2008 e che in quell’occasione ha riscosso una grande successo con oltre 32.000 presenze.

Vengono presentati 40 manufatti, distribuiti in due sezioni.
La prima, relativa al mondo antico, offre una gamma di tipologie quasi completa: dai cocci (ostraca), ai frammenti dei rotoli di papiro di contenuto letterario, giuridico, liturgico, amministrativo, alle tavolette lignee cerate e plumbee, ai codici di papiro e di pergamena fino al frammento di un codice in pergamena del IV sec. d.C.

Nella seconda i codici e i rotoli esposti, databili dal secolo IX in poi, sono stati scelti in quanto rappresentativi dei diversi contesti di produzione in Oriente e in Occidente (lo scriptorium monastico, lo scriptorium imperiale, la bottega artigiana laica medievale e rinascimentale), delle diverse tipologie (il libro ‘da banco’, ‘da bisaccia’ e ‘da mano’, il manoscritto d’autore, d’uso e di lusso) e della dinamica che si instaura fra forma, dimensioni e funzioni nel libro manoscritto.

Alcuni dei pezzi in mostra sono davvero eccezionali: l’ostracon sul quale uno scolaro del II sec. a.C. copiò i versi di un’ode di Saffo e che ne costituisce il testimone più completo; la Bibbia gigante di Santa Maria del Fiore (sec. XIII in.), la piccola Bibbia (sec. XIII) che la tradizione associa al viaggio di Marco Polo in Cina; un capostipite dei ‘Dante del Cento’, la copia della Divina Commedia in cento esemplari fatta fare, secondo la tradizione, da un Francesco di Ser Nardo da Barberino (sec. XIII prima metà) per far fronte alle spese per maritare le proprie figlie; una raccolta miscellanea autografa di Giovanni Boccaccio; il rotolo giapponese del sec. XIX di contenuto erotico-grottesco che nelle biblioteche italiane rappresenta una vera rarità, anche per la sua lontanissima provenienza.

Un video sui materiali e le tecniche di produzione del libro manoscritto realizzato dall’Istituto Centrale di Patologia del Libro, nonché una galleria virtuale della mostra, consultabile anche in Internet dall’URL www.bml.firenze.sbn.it/laformadelibro.htm, permetteranno a chi lo desiderasse di approfondire la conoscenza dei materiali e delle tecniche descritte nonché degli oggetti esposti.

Il catalogo della mostra, edito da Mandragora, a cura di Franca Arduini, si apre con un importante saggio introduttivo in cui Guglielmo Cavallo traccia un’efficace sintesi della storia del libro manoscritto dal rotolo di papiro all’invenzione della stampa.
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Esposizioni & Mostre

Torna Passteatri

by nfondelli 3 dicembre 2009 10.04
E’ conveniente, stuzzica la voglia di cultura, può essere prestato ad un amico...
Un successo crescente, quello di PASSTEATRI, “abbonamento trasversale” ideato dall’Associazione Firenze dei Teatri che, con soli 48 euro, consente di assistere a 6 spettacoli, a scelta, tra quelli proposti da 18 teatri di Firenze, Prato e Pistoia per la stagione 2010.

PASSTEATRI è in distribuzione dal 1 dicembre 2009 in tutti i teatri che aderiscono all’iniziativa, attraverso il circuito Box Office, presso i supermercati Coop, alle sedi Arci e Aci e in tante edicole, librerie e negozi.

NOVITA’ - Due importanti novità rispetto alle precedenti edizioni: innanzitutto un cartellone ancora più ricco comprendente, da quest’anno, anche il Centro Magnolfi Nuovo di Prato, che va ad aggiungersi ai teatri fiorentini Cantiere Florida, Cestello, Everest, Le Laudi, Pergola, Puccini, Rifredi, Verdi-Orchestra della Toscana, al Comunale di Antella a Bagno a Ripoli, al Corsini di Barberino di Mugello, al Manzoni di Calenzano, al Dante di Campi Bisenzio, al Niccolini di San Casciano V.P, al Teatro Studio di Scandicci, alla Limonaia di Sesto Fiorentino e al Manzoni di Pistoia, con l’adesione speciale del Teatro del Maggio Musicale.
Altro importante cambiamento, la possibilità di acquistare PASSTEATRI anche al Box Office, in tutto il suo circuito regionale di prevendite e on line al sito
www.boxol.it.

ALCUNE PROPOSTE DAL CARTELLONE PASSTEATRI 2010 - Iaia Forte e Sandro Lombardi al Cantiere Florida con “ERODIADE/ERODIAS” di Giovanni Testori (ven 16 aprile); al Cestello la prima assoluta di “SCORRE IL MUGNONE”, primo premio “Firenze Teatro” (sab 13/20/27 dom 14/21/28 marzo); Marco Baliani al Teatro Everest con “TRACCE”, dall’omonimo saggio di Ernst Bloch (ven 26/sab 27 marzo); l’eterno conflitto tra ragione e sentimento ne “LA SCUOLA DELLE MOGLI” di Molière, con Renato Campese al Teatro Le Laudi (sab 6 e dom  7 febbraio); Ornella Muti e Pino Quartullo sono i protagonisti de “L’EBREO” di Giovanni Clementi, Premio Siae.Agis.Eti 2009, al Teatro della Pergola (da mar 16 a dom 21 febbraio); al Teatro Puccini il ritorno di Antonio Rezza, lo spettacolo s’intitola “7 14 21 28” (ven 19 e sab 20 marzo) ed è stato scritto a quattro mani con Flavia Mastrella; il mimo inglese Nola Rae ed il suo “ELISABETTA (Elizabeth’s last stand)” ispirato ad un curioso inconveniente occorso alla regina d’Inghilterra, al Teatro di Rifredi (da gio 8 a dom 11 aprile); dedicato al Dino Campana e tratto dal romanzo biografico di Sebastiano Vassalli, “MI CHIAMO DINO… SONO ELETTRICO” è in scena al Teatro Comunale di Antella (sab 13 marzo) con Fulvio Cauteruccio per la regia di Tuccio Guicciardini; al Teatro Manzoni di Calenzano, Stefano Massini presenta la nuova produzione “L’ITALIA S’è DESTA” (a maggio da giovedì 6/13/20 a sabato 8/15/22); Alessandro Benvenuti è l’esilarante mattatore di “ME MEDESIMO”, al Teatro Dante di Campi Bisenzio (gio 18 marzo). Altra star della drammaturgia italiana, Alfonso Santagata, presenta “FARSA MADRI” al Niccolini di San Casciano V.d.P. (sab 13 febbraio); Giancarlo Cauteruccio con i suoi Krypton riprende il pirandelliano “UNO, NESSUNO E CENTOMILA”, al Teatro Studio di Scandicci (da mar 2 a dom 7 febbraio); al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, prima nazionale de “L’ULTIMO GIORNO - Luigi Tenco” di e con Nicola Pecci e Valentina Banci (sab 20 febbraio); scandaloso testo teatrale del 1972 a firma di Giuseppe Patroni Griffi, “PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI” è in programma al Teatro Manzoni di Pistoia (da ven 9 a dom 11 aprile), con Vladimir Luxuria e Daniele Russo. Ed ancora, Roberto Herlitzka nel monologo “DE RERUM NATURA” al Centro Magnolfi Nuovo di Prato (sab 6 marzo).
Per la musica, tre gli appuntamenti con l'Orchestra della Toscana al Teatro Verdi di Firenze e tra questi il Concerto di Pasqua con  Benedetto Lupo al pianoforte e, sul podio, il direttore basco JUANJO MENA ( mer 31 marzo). Folk, pop ed etnica al Corsini di Baberino di Mugello nell'ambito del Giotto Jazz Festival: Ginevra Di Marco presenta il nuovo album "DONNA GINEVRA" (gio 25 febbraio).

FORMULA PASSTEATRI - I possessori di PASSTEATRI possono scegliere 6 spettacoli tra i 54 in programma nei 18 teatri. Teatro, danza, lirica, prosa e repertorio, musica classica e pop: ogni spazio ha selezionato 3 proposte fra le migliori della propria programmazione. I biglietti devono essere prenotati via telefono, o ritirati presso la cassa del teatro. Si consiglia controllare sempre l’effettivo svolgimento dello spettacolo e di prenotare con almeno 24 ore d’anticipo.
Agli abbonati di PASSTEATRI è riservata inoltre una vantaggiosa proposta del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: un mini-carnet a 30 euro per assistere all’opera “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea (sabato 20 febbraio, direttore Bruno Bartoletti), al “Don Chisciotte” del coreografo Vladimir Derevianko (mercoledì 10 marzo) e al debutto fiorentino di Marc Albrecht, direttore dell’Orchestra Philharmonique di Strasburgo (domenica 28 marzo). Ogni possessore di PASSTEATRI può acquistare 2 mini-carnet.

CRESCE LA VOGLIA DI PASSTEATRI - In cinque anni PASSTEATRI ha quasi triplicato il numero di abbonati, fino ad arrivare alle oltre 1.300 tessere della passata stagione, per un totale di quasi 8.000 biglietti staccati, e un aumento medio di pubblico nelle serate di circa il 30%.  Come dire, saranno anche tempi di crisi, ma i prodotti che si legano a valori importanti e alla qualità funzionano sempre.
 
MEDIA PARTNER - Collaborano alla promozione di PASSTEATRI 2010 Firenze Spettacolo, Radio Toscana e Novaradio Città Futura: ogni medium metterà a disposizione spazi particolari dedicati agli spettacoli ed ai protagonisti della rassegna.

DOVE SI TROVA PASSTEATRI – PassTeatri è in vendita a 48 euro dal 1 dicembre 2009. Da quest’anno si può acquistare PassTeatri in tutti i punti vendita del circuito Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it) e su internet dal sito www.boxol.it.
PassTeatri è disponibile nei teatri che aderiscono all’iniziativa e nei seguenti punti vendita.
A Firenze: BoxOffice Via Alamanni 39, Circolo Arci Vie Nuove viale Giannotti 15, Coop Coverciano via Salvi Cristiani 13, Coop Gavinana via Erbosa 66b/c-68, Coop Leopoldo piazza Leopoldo 6, Coop Ponte a Greve viuzzo delle Case Nuove 9/10, Coop Ponte di Mezzo via Carlo del Prete 106h, Aci Firenze viale Amendola 36, Arci Piazza dei Ciompi 1, Dischi Fenice s.r.l via Santa Reparata 8b, Filistrucchi via Giuseppe Verdi 9, Libreria Florida via Corridoni 32r, Libreria Melbookstore via dei Cerretani 16r, Radio Toscana via dei Pucci 2, Edicola Ninchieri p.zza Dalmazia, Edicola Felloni Cristiano via dello Satuto, Edicola Il Chioschetto p.zza Libertà, Edicola S. Marco p.zza S.Marco, Edicola Pinzauti via Martelli, Edicola p.zza Stazione Piazza Stazione (lato Lazzi), Edicola Mignolli p.zza delle Cure, Edicola G & P di Galli Alberto & co snc p.zza Beccaria, Edicola Lusi Uri via Aretina 155r, Edicola Porta Romana p.zza Porta Romana, Edicola Martelli Mauro via Quintino Sella, Edicola Parri Enrico p.zza S. Firenze, Edicola La Bottega del Tab. c/o Coop Ponte a Greve.
A Bagno a Ripoli: Edicola Tozzetti P.zza Umberto 1o Grassina
A Campi Bisenzio: Coop via A. Buozzi, Edicola Mattini C. Comm. I Gigli.
A Impruneta: Edicola Il Ponte di Perini via G. di Vittorio, Tavarnuzze
A Pistoia: Coop viale Adua ang. via Macallè.
A Prato: Coop Prato via Viareggio ang. via Udine, Dischi Niccoli via Cairoli 19.
A San Casciano Val di Pesa: Coop viale Europa 20, Edicola Guidetti P.zza Zannoni 9.
A Scandicci: Gram Service via Don L. Perosi 4.
A Sesto Fiorentino: Ipercoop via Petrosa 19-21-23, Edicola Il Trifoglio C. Comm. Ipercoop, Edicola Camporella viale 1° maggio 318.

INFORMAZIONI PASSTEATRI – Associazione Firenze dei Teatri - tel 055 2779362 (dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 14.00) www.firenzedeiteatri.it - info@firenzedeiteatri.it.

Programma completo su
www.firenzedeiteatri.it

Commenta gli spettacoli e le iniziative di PassTeatri
Firenze dei Teatri è anche su Facebook e Twitter (
http://twitter.com/FirenzeTeatri)

Il progetto PASSTEATRI 2010 è sostenuto da Comune di Firenze, Comune di Bagno a Ripoli, Comune di Barberino di Mugello, Comune di Calenzano, Comune di Campi Bisenzio, Comune di S. Casciano Val di Pesa, Comune di Scandicci, Comune di Sesto Fiorentino, Comune di Prato.

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Cos’è PASSTEATRI
PASSTEATRI è un abbonamento flessibile e facile da usare, che consente di assistere a sei diversi spettacoli tra quelli proposti da 18 teatri di Firenze, Prato e Pistoia per la stagione 2010.

I teatri che partecipano a PASSTEATRI 2010
Comune di Firenze: Teatro Cantiere Florida, Teatro di Cestello, Teatro Everest, Teatro Le Laudi, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Teatro della Pergola, Teatro Puccini, Teatro di Rifredi, Teatro Verdi – Orchestra della Toscana
Comune di Bagno a Ripoli: Teatro Comunale di Antella
Comune di Barberino di Mugello: Teatro Comunale Corsini
Comune di Calenzano: Teatro Manzoni
Comune di Campi Bisenzio: Teatro Dante
Comune di S. Casciano V.P.: Teatro Comunale Niccolini
Comune di Scandicci: Teatro Studio
Comune di Sesto Fiorentino: Teatro della Limonaia
Comune di Pistoia: Teatro Manzoni
Comune di Prato: Centro Magnolfi Nuovo

Come usare PASSTEATRI
a. Ciascuno dei teatri che ha aderito a PassTeatri ha selezionato tre proposte scelte fra le migliori della propria programmazione.
b. Acquistando PassTeatri l’abbonato ha la possibilità di scegliere, su un’offerta complessiva di 54 proposte, 6 spettacoli al prezzo di € 48.
c. Ai possessori di PassTeatri il Teatro del Maggio offre la possibilità di acquistare due biglietti al prezzo particolare di 10 euro ciascuno per tre degli appuntamenti più attesi della stagione: l’opera Adriana Lecouvreur, il balletto Don Chisciotte e il concerto diretto da Marc Albrecht. Conservando inoltre l’abbonamento PassTeatri si avrà diritto ad un’offerta speciale nel corso della 73a edizione del Festival, che verrà comunicata successivamente.
d
. L’abbonamento è cedibile (può essere quindi utilizzato da persone diverse), ma deve essere necessariamente consumato in 6 diversi teatri.
e. L’abbonamento provvisto di codice a barre costituisce valore fiscale e deve essere mostrato al momento del ritiro del biglietto presso la biglietteria del teatro.
f. L’abbonato, una volta scelto lo spettacolo al quale intende assistere, è tenuto a prendere visione delle modalità di prenotazione e di ritiro biglietti così come indicate dal teatro stesso all’interno del depliant.
g. In caso di prenotazione telefonica, la sera dello spettacolo l’abbonato dovrà presentarsi alla biglietteria, con l’abbonamento in corso di validità, e ritirare in quella sede il biglietto corrispondente. Il calendario degli spettacoli potrà subire variazioni. In tal caso l’abbonato potrà assistere ad un altro spettacolo indicato dal teatro stesso. Si consiglia a garanzia degli abbonati di consultare i quotidiani per le date esatte di programmazione.

Associazione  Firenze dei Teatri
via Solferino 15 - 50123 Firenze
Tel 055 2779362 -
www.firenzedeiteatri.it - info@firenzedeiteatri.it
Ufficio stampa: Marco Mannucci cell 3477985172 – mannucci@dada.it

 
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Eventi speciali | Musica & Concerti | Teatro

Ritrovati due dita e un dente di Galileo Galilei

by nfondelli 25 novembre 2009 10.27
Tre eccezionali cimeli galileiani, ritenuti perduti da oltre un secolo, sono stati fortunosamente ritrovati grazie a un collezionista e saranno esposti al pubblico per la prima volta dalla primavera 2010 in occasione della riapertura, dopo radicali lavori di ristrutturazione, dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, che assumerà da quel momento la denominazione di Museo Galileo.

Si tratta di un dente e di due dita della mano destra prelevati nel 1737 dai resti del grande scienziato toscano nel corso della traslazione della salma nel sepolcro monumentale della basilica di Santa Croce. La Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini e il Direttore del Museo di Storia della Scienza, Paolo Galluzzi hanno confermato che, sulla base dell’ampia documentazione storica pervenutaci, non sussistono dubbi sull’autenticità del reperto.
Il ritrovamento rappresenta un suggello straordinario ed emblematico dell’Anno dell’Astronomia, che ha recato a Galileo, a 400 anni dalle sue sensazionali scoperte astronomiche, quell’omaggio globale, solenne e incondizionato del quale non poté godere in vita.

Tutto il materiale organico prelevato dalla salma è dunque adesso identificato e conservato in mani responsabili. Come noto, un dito è già in esposizione permanente al Museo di Storia della Scienza, mentre una vertebra è custodita dall’Università di Padova dove Galileo aveva insegnato per quasi venti anni.
           
Si conclude così una vicenda iniziata la sera del 12 marzo del 1737, poco dopo il tramonto, quando fu finalmente possibile traslocare le spoglie mortali di Galileo e del suo affezionato discepolo, Vincenzo Viviani: dal deposito clandestino, nel quale erano state originariamente sistemate, al sepolcro monumentale di Santa Croce, dove sono ancora oggi conservate, dirimpetto a quello di Michelangelo.

Dalla sua morte (8 gennaio  1642) erano trascorsi 95 anni, durante i quali i continui sforzi dei discepoli e dei Granduchi di dare onorata sepoltura al grande maestro erano risultati vani per l’opposizione delle autorità ecclesiastiche, risolute nel contrastare la celebrazione in luogo consacrato di un uomo condannato “dal Santo Offizio per una opinione tanto falsa e tanto erronea”, che aveva prodotto “scandalo tanto universale al Cristianesimo”.

L’erezione del sepolcro e la traslazione dei resti rappresentava una manifestazione eloquente della ferma volontà dell’ultimo dei Medici, il Granduca Gian Gastone, di rivendicare l’autonomia dello Stato nei confronti delle ingerenze ecclesiastiche. Dare onorata sepoltura a Galileo significò infatti allora affermare in maniera perentoria le prerogative e l’autonomia del governo civile e celebrare lo scienziato pisano come simbolo e martire della libertà di pensiero. 
 
Alla solenne cerimonia partecipò una folta delegazione di uomini di cultura (molti dei quali appartenenti alle logge massoniche che avevano proprio in quegli anni cominciato a diffondersi a Firenze), e di rappresentanti delle più illustri famiglie nobiliari. Balzava agli occhi l’assenza di rappresentanti ufficiali della Chiesa.
Per garantire la fedele trasmissione ai posteri di quell’evento memorabile, un notaio –egli stesso membro autorevole dei circoli massonici- fu incaricato di redigere un verbale puntuale. Grazie a questo documento e alle registrazioni di altri testimoni diretti, conosciamo i nomi di gran parte dei presenti e ogni dettaglio della sequenza di eventi che caratterizzò la cerimonia.

Tra i molti avvenimenti singolari riferiti da quelle testimonianze, l’episodio che genera la sorpresa maggiore nel lettore contemporaneo riguarda il comportamento di alcuni dei presenti al momento dell’ostensione dei resti di Galileo dopo la rimozione del coperchio della bara.
Giovanni Targioni Tozzetti, grande storico delle scienze e competente naturalista, estrasse infatti dalla tasca un coltellino, col quale fu dato avvio all’asportazione di una serie di frammenti organici dal cadavere di Galileo. Al macabro rito parteciparono il raffinato studioso di antichità Anton Francesco Gori, il marchese Vincenzio Capponi, Provveditore dell’Accademia Fiorentina, e Antonio Cocchi, il celebre medico e letterato protagonista dell’introduzione della Massoneria in Toscana.
Grazie alla preziosa registrazione del Targioni Tozzetti sappiamo che dai malridotti resti di Galileo vennero appunto asportate tre dita della mano destra (pollice, indice e medio), una vertebra (la quinta) e un dente. Targioni Tozzetti confesserà di aver resistito a fatica alla tentazione di appropriarsi del cranio che aveva ospitato un cervello di così straordinaria genialità!

Una parte di queste “reliquie” del grande eroe della scienza sono state da allora accuratamente conservate fino ai nostri giorni e precocemente museificate a Firenze (un dito) e a Padova (la vertebra). Delle altre due dita e del dente, acquisiti dal marchese Capponi, erano conosciute le vicissitudini, caratterizzate da continui passaggi di mano, fino al 1905, quando se ne perse ogni traccia, inducendo gli studiosi a ipotizzare che questi singolari reperti fossero andati definitivamente perduti.
Quell’ipotesi pessimistica si è rivelata per fortuna errata. Il cimelio galileiano è riemerso recentemente in un’asta, dove è stato battuto come un lotto del quale era ignota la precisa identità. Si trattava di una teca di legno dalla foggia singolare, realizzata nell’Ottocento, e sormontata da un busto ligneo di Galileo. Al suo interno un’ampolla settecentesca in vetro soffiato che racchiude due dita (pollice e medio) e un dente.
Grazie alla propria competenza e sensibilità, un noto collezionista (che ha chiesto di restare anonimo) ha intuito che il singolare oggetto racchiudeva un mistero intrigante. Ha deciso pertanto di acquisirlo, impegnandosi subito dopo in una serie di approfondite ricerche per identificarne origine e contenuto, grazie alle quali ha potuto identificare i resti di Galileo.
 
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Eventi speciali

Mark Lewis al Museo Marini

by nfondelli 27 ottobre 2009 16.22
Il Museo Marino Marini di Firenze ospita, a partire da domani mercoledì 28 ottobre, un’ampia rassegna delle più importanti produzioni di Mark Lewis (Hamilton, Canada, 1958), protagonista del Padiglione Canada alla 53° Biennale di Venezia.
Nata dalla collaborazione con il MAN di Nuoro, dove ha inaugurato nel maggio del 2009, la mostra è a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli, con il coordinamento di Alberto Salvadori.

La rassegna è la più completa introduzione alla ricerca di Mark Lewis e raccoglie principalmente una selezione di film del periodo 1998-2008. Un’antologica, dunque anche se non in senso tradizionale, che focalizza l’attenzione su un linguaggio cinematografico maggiormente rivolto verso l’arte che, privo di montaggio e sonoro e realizzato direttamente in un’unica ripresa di pochi minuti, mantiene un’unità spazio-temporale, reale o apparente, e rappresenta ad oggi, come testimoniano anche i lavori proposti in Biennale, il nucleo centrale della sua ricerca.

In occasione del finissage della mostra, il Museo Marino Marini presenta due eventi in collaborazione con la seconda edizione de Lo schermo dell'arte, Festival internazionale di film sulle arti contemporanee, curato da Silvia Lucchesi.
Per il ciclo  Cinema d'artista, martedì 24 novembre alle ore 21.30, al Cinema Odeon, sarà proiettato, alla presenza dell’autore, Backstory (2009, 35mm e 4K trasferito in 2K, 39') documentario in cui Mark Lewis racconta la storia degli Hansard, famiglia di tecnici esperti nelle retroproiezioni, artefici di memorabili scene del cinema hollywoodiano. Sullo sfondo delle loro stesse creazioni, i protagonisti ripercorrono, per aneddoti, vicende ed evoluzioni di questa tecnica utilizzata da Lewis nei suoi ultimi lavori.

Informazioni: Museo Marino Marini
Firenze, Piazza San Pancrazio - tel. 055.219432
e.mail: info@museomarinomarini.it
Orario: dalle 10 alle 17, chiuso la domenica e il martedì 
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Esposizioni & Mostre

Raffaello Scatasta e le sue metafore

by nfondelli 27 ottobre 2009 09.26
Dal 29 ottobre, alla fsmgallery, la mostra di fotografie dell’architetto Raffaello Scatasta che raccoglie le immagini realizzate negli ultimi anni in alcuni importanti cantieri, tra cui la Galleria degli Uffizi.

I suoi scatti sono la registrazione della straordinaria efficacia - anche estetica - di situazioni destinate per definizione a scomparire; sono il racconto di ciò che via via si è determinato in questi luoghi in trasformazione ed è quindi scomparso, inghiottito dal procedere dei lavori. Dopo l’inaugurazione di giovedì 29 alle ore 18.30 la galleria - in via San Zanobi 19/r - sarà aperta ad ingresso libero dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 19.

“La fotografia” come sostiene l’autore, “ha una marginale, e solo implicita, capacità di documentazione, mentre ha una straordinaria capacità di mettere in evidenza, di estrarre immagini efficaci da un insieme complesso e spesso indecifrabile divenendone una chiave interpretativa.

Le immagini dai cantieri sono allora il racconto di ciò che pochissimi hanno visto e che nessuno avrà più modo di vedere. Sono l’unica cosa che rimane della “costruzione” e non la certificazione banale del procedere dei lavori. La fotografia ha il compito di bloccare momenti in evoluzione per mantenerne una traccia, ma anche per creare una sorta di realtà parallela frutto della selezione operata dal fotografo, la cui unica condizione è di essere convincente.”

In occasione della mostra verrà presentato il volume-catalogo “Gli Uffizi in Cantiere”
Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, nella sua presentazione nel Bollettino degli Uffizi 2006-2007 ha avuto modo di sottolineare come le immagini contenute nel volume siano “istantanee che solo in apparenza censiscono il flusso delle attività, come farebbe l’occhio d’un estraneo.
Invero è uno sguardo che, partecipe, s’insinua negli ambienti dominati dal disordine di vani in restauro e talora dal fervore operativo. Ne sorte una specie di progetto demiurgico capace di ricomporre, in un quadro soggettivo, il caos del non finito.

Un’impaginazione geometrica – decisa e però quieta – viene imposta alla babele piranesiana di scale posticce, di gore scoscese per colate di cemento, di ponticelli in legno posati su volte scoperchiate, di mensole metalliche ormai prive di ragione, di castelli drizzati ai bordi di muri scabri. Tutto, come se una mente rigorosa e una tensione lirica tentassero di portare coerenza in una bolgia inattesa a chiunque dalla via riguardi i prospetti simmetrici e perspicui costruiti da Vasari.”

Raffaello Scatasta, architetto, da qualche anno si occupa prevalentemente di rappresentazione dell’architettura e del paesaggio urbano. Tra le pubblicazioni più recenti: Fuori centro (Grafis, Bologna 1996), I have a click, paesaggi instabili (Lavoro editoriale, Ancona 2002), L’Università a Ferrara (Electa, Milano 2004), Cento biblioteche (Clueb, Bologna 2005), Mambo al forno del pane (Skira, Milano 2007), Un luogo (in) comune (Skira, Milano 2008), Gli Uffizi in cantiere (APM, Carpi 2009.

Ha realizzato inoltre alcune mostre tra cui: Ritratti di case dietro la facciata (Galleria d’Arte Moderna, Bologna 1991), Luigi Vanvitelli nelle Marche (Mole vanvitelliana, Ancona 1993), Fotografia come progetto (Museo archeologico, Bologna 1995), Intorno alla fotografia (Fondazione Vodoz-Danese, Milano 1998), L’Università a Ferrara (Palazzo Renata di Francia, Ferrara 2004). Immagini dai Cantieri (Palazzo Saraceni, Bologna 2007), Paesaggi instabili (Galleria Forni, Bologna 2009).

fsmgallery

Via San Zanobi 19r - Firenze
Orario: dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 19
o per appuntamento telefonando allo 055280368
ingresso libero
Tutte le informazioni aggiornate su: www.studiomarangoni.it
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Esposizioni & Mostre

Lo schermo dell'arte: rassegna di film sulle arti contemporanee

by nfondelli 20 ottobre 2009 11.13
Dopo il grande successo di pubblico della passata edizione con più di 2000 spettatori in soli tre giorni, torna dal  23 al 26 novembre 2009 nel magnifico Cinema Odeon, a Firenze,  il film festival Lo schermo dell'arte, programma internazionale di film dedicati all’arte contemporanea, dall’architettura alla fotografia, dalle arti visive a quelle performative, dalla street art al dibattito sulle relazioni dell’arte con il mercato.

I film vengono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano e provengono da
produzioni indipendenti, istituzioni culturali e distributori cinematografici nazionali e internazionali.
 
Lo schermo dell'arte è incluso nel programma “50 giorni di cinema internazionale a Firenze”, rassegna organizzata da Mediateca Regionale Toscana Film Commission, in collaborazione con Regione Toscana,  Provincia di Firenze e Comune di Firenze.  
 
Per la prima volta quest’anno, Lo schermo dell'arte apre il proprio programma ai film realizzati da artisti che hanno scelto il cinema come mezzo d’espressione.

Saranno in programma due recenti opere del canadese Mark Lewis e del cileno Alfredo Jaar, che vanno così ad arricchire la tradizionale sezione di documentari dedicati ai maggiori protagonisti dell’arte del nostro tempo. Entrambi gli artisti saranno a Firenze a presentare i loro film e terranno due lectures aperte al pubblico.
 
Back Story di Mark Lewis (2009, 39’) racconta i segreti di Hollywood attraverso gli aneddoti e i ricordi degli Hansard, membri di una celebre famiglia di tecnici esperti nelle “rear projections” (retroproiezioni). Mark Lewis (1958), che insegna alla Central Saint Martins College of Art di Londra, è oggi considerato uno degli artisti più importanti che lavorano con il cinema ed è il protagonista del Padiglione Canada della Biennale di Venezia 2009. Il film viene presentato in collaborazione con il Museo Marini Marini di Firenze che nei giorni dello Schermo dell’Arte ospita una sua personale.
 
Le ceneri di Pasolini di Alfredo Jaar (2009, 37’) è un omaggio a Pier Paolo Pasolini. Le parole del grande scrittore e regista italiano, tratte da alcune rare interviste, appaiono tragicamente profetiche sulla realtà contemporanea sociale e politica del nostro paese. Il film dell’artista cileno, opera fortemente politica come del resto è tutto il suo lavoro, diventa così una lucida e spietata lettura dell’Italia consumata dalla società dello spettacolo. Jaar  è autore di una delle mostre italiane più acclamate del 2008 tenutasi all'Hangar Bicocca e allo Spazio Oberdan di Milano. Il film è stato presentato in anteprima nel The Fear Society - Pabellón de la Urgencia all'Arsenale Novissimo, nell’ambito della Biennale veneziana 2009.
 
Tra i documentari, molte sono le anteprime italiane. Tra queste segnaliamo:
The Great Contemporary Art Bubble (GB 2009). Il regista e critico d’arte Ben Lewis, conosciuto per la sua irriverente e ironica serie di film televisivi “Art Safari”, racconta cosa c’è dietro il mercato dell’arte contemporanea che ha visto un crescendo inarrestabile fino all’apice del settembre 2008 con la celebre asta Sotheby’s delle opere di Damien Hirst che raggiunsero un totale di vendite di oltre 111 milioni di sterline. Ma, a causa della crisi economica mondiale, oggi i prezzi sono calati quasi del 50%. Nel suo appassionante viaggio, Lewis visita case d’asta, fiere, gallerie e tanti collezionisti miliardari in giro per il mondo, scoprendo pratiche inusuali del mercato, speculazioni e segreti.
Picasso & Braque Go to the Movie  (USA 2008) è un film  co-prodotto e narrato da Martin Scorsese, e indaga come il cinema abbia influenzato l’opera dei due maestri del Cubismo. Firmato da Arne Glimcher, curatore di una delle gallerie più famose del mondo, la Pace Wildenstein di New York, il film utilizza straordinari spezzoni di film dell’epoca del muto, brani tratti dal pioniere del cinema Georges Meliès o rari documenti sulla rivoluzionaria danza dei veli di Loie Fuller assemblati insieme alle interviste di personaggi celebri dell’arte contemporanea quali Julian Schnabel, Lucas Samaras, Chuck Close, Robert Rauschenberg che esprimono personali punti di vista sull’argomento.

Bending Space: Georges Rousse and the Durham Project  (USA 2007) di Penelope Maunsell and Kenny Dalsheimer. Georges Rousse è un fotografo francese che lavora anche con la scultura e la pittura intervenendo in luoghi abbandonati o destinati alla demolizione costruendovi opere effimere e uniche che saranno preservate solo attraverso le sue fotografie. Nel 2006 è stato invitato a fare un progetto a Durham, nella Carolina del Nord, dove per un mese ha lavorato in quattro edifici storici della manifattura di tabacco Ligget & Myers, produttrice delle Chesterfield, chiusi nel 1984. Il film offre l’occasione di seguire l’artista rivelando il processo della creazione delle sue straordinarie fotografie contraddistinte dalla ricerca illusionistica della forma del colore.
Il film viene presentato in collaborazione con il Centro per l’arte contemporanea L. Pecci di Prato, dove George Rousse terrà una lecture il 27 novembre alle ore 18.00.
 
Cindy Sherman di Sabine Willkop (Germania 2007), artista tra le più conosciute e quotate nel panorama della creazione contemporanea.  Fin dalle sue prime opere degli anni Settanta, ella si serve della propria persona come modella producendo serie tematiche di fotografie di grandi dimensioni. Serie dopo serie, sono personaggi che essa inventa, di volta in volta immagini emblematiche,  talvolta anche  brutali, che alludono agli stereotipi culturali e sociali del nostro tempo. Il film narra la sua vicenda artistica utilizzando rari materiali di archivio nei quali la stessa Sherman racconta le ragioni del suo fare. Il film è presentato in collaborazione con CCCS Centro di Cultura Contemporanea Strozzina-Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, che nei giorni della rassegna espone opere della più recente serie di lavori dell’artista newyorchese nella mostra “Realtà Manipolate – Come le immagini ridefiniscono il mondo” (25 sett 2009 – 19 gen 2010).
 
Conversations with Jean-Michel Basquiat di Tamra Davis (USA, 2008)   racchiude estratti di una delle rare videointerviste concesse dall'artista morto per overdose a soli 27 anni. Basquiat ripercorre la sua carriera che lo ha reso un'icona del XX secolo: dagli inizi a 17 anni come graffitista sotto lo pseudonimo di SAMO fino a diventare una superstar  spinto dall’amico Andy Warhol. Una testimonianza preziosa di uno straordinario talento bruciato troppo presto dalle spietate logiche del mercato dell'arte.
 
Il programma completo de Lo schermo dell’arte 2009 sarà disponibile alla fine di ottobre su
www.schermodellarte.org
 
Ingresso: 5 euro intero, 4 euro ridotto
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Cinema | Esposizioni & Mostre

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